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CADE IL VERTICE DELLA SPD TEDESCA. QUANTO DURERA’ LA MERKEL

28.01.2019, Berlin: Andrea Nahles, SPD-Bundesvorsitzende, beantwortet nach der Präsidiumssitzung ihrer Partei im Willy-Brandt-Haus Fragen von Journalisten. Foto: Wolfgang Kumm/dpa +++ dpa-Bildfunk +++

Dopo la cocente sconfitta alle ultime elezioni e dopo polemiche burrascose si è dimessa la segretaria del Partito Socialdemocratico tedesco. Andrea Nahles, eletta dopo la precedente sconfitta nelle eleezioni politiche non ha retto all’ennesima bastonata ed ha dovuto lasciare il posto, insieme al al capogruppo parlamentare. I nomi dei successori stanno già circolando: mentre il presidente ad interim sarà Rolf Mützenich, deputato oppure, se accetterà, il presidente della Renania Palatinato Malu Dreyer, ma la soluzione a lungo periodo sarò diversa. Se il partito vorrà accontentare l’establishment tradizionale la scelta cadrà su Olaf Scholz, mentre si fanno anche i nomi dei neodeputati europoei, Katarina Baley e Hubertus Heil. Ci potrebbe essere il ritorno dell’ex capogruppo parlamentare europeo, a noi ben noto, Martin Schulz, oppure il leader della sinistra del partito Matthias Miersch, mentre l’ex leader Siegmar Gabriel ha affermato di non volersi ripresentare alle prossime elezioni.

In realtà i nomi hanno poca importanza, quello che invece è rilevante è cosa voglia fare ora il partito all’interno della coalizione e se voglia portarla avanti o no. Appare chiaro che la SPD sta pagando l’impopolarità di molte politiche governative, in forte contraddizione con la sua natura sociale sempre più annacquata, mentre i giovani sono attratti dal messaggio ecologico e sociale dei Verdi. L’ultimo governo Merkel si sta rivelando un boccone avvelenato per tutti i suoi contraenti: potrà durare?

Da un lato le elezioni anticipate sarebbero un disastro per la SPD, che perderebbe un terzo dei seggi nel parlamento e rischierebbe di vedersi ridotto a terza forza politica. Quindi, tranne spinte suicide, questa soluzione è lontana. Nello stesso tempo la continuazione del governo con questa identica formula rinvierebbe solo la dura bastonata elettorale di un anno, al 2021, con un lungo calvario di sconfitte locali. Quali possono essere quindi le soluzioni:

  • un allargamento della maggioranza ai verdi, mostrando una maggiore sensibilità ecologica, e sperando che la condivisione del potere possa ingrigire quello che ora è il secondo partito tedesco;
  • un cambio di coalizione con la riproposizione della coalizione Giamaica (CDU+Verdi+Liberali) che fu tentata dalla Merkel ad inizio legislatura e saltò per l’opposizione dei liberali.

Pare che la AKK sia tentata da quest’ultima soluzione, con un cambio radicale di paradigma politico che spedendo la SPD all’opposizione potrebbe permetterle quel rinnovamento politico che le manca. Comunque le decisioni non saranno prese subito, perchè tra poche settimane il parlamento andrà in ferie (e si i parlamentari tedeschi fanno ancora le ferie lunghe…) e se ne riparlerà a settembre, magari dopo una consultazione interna ai socialdemocratici.


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