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Bundesbank: cresce la ricchezza della Germania, ma la sua distribuzione è sempre più disuguale.

 

 

Oggi la BundesBank, la banca centrale tedesca, ha pubblicato il proprio report sulla ricchezza delle famiglie tedesche.  Secondo i dati dell’istituto il patrimonio di ogni singola famiglia tedesca è aumentato di 18.300 euro, fra il 2014 ed il 2017. A causare l’aumento sono state soprattutto le attività di carattere immobiliare, che fanno la parte del leone nell’aumento con un aumento dei valori del 12% per 27 mila euro medi, mentre i valori mobiliari sono aumentati di 5000 euro.

Non è un errore il fatto che l’aumento medio per famiglia della ricchezza sia inferiore all’aumento del valore degli immobili, ma un segno del fatto che l’aumento è stato a favore di chi soprattutto possiede attività immobiliari, una minoranza della popolazione tedesca. Ricordiamo che i tedeschi sono agli ultimi posti per proprietà dell’abitazione

Prezzi degli immobili in Germania dall’anno 2000 (Statista) (2015 = 100)

Questa situazione anomala viene a condurre ad una sempre maggior disuguaglianza in Germania, ben registrata dai tecnici della BundesBank. Il 10 % delle famiglie tedesche più ricche ha un patrimonio superiore a 555.400 euro, e nel 2017 questo gruppo possedeva il 55% della ricchezza nazionale tedesca. la concentrazione è tale che l’indice di GINI tedesco , che mostra la disuguaglianza nella distribuzione del reddito ed il cui valore va da 0 (massima uguaglianza) a 100 (massima concentrazione) è pari a 74 nel 2017, contro un 61,5 dell’Italia ed un 73  dell’Austria, ed un 68,5 , nel 2014, per l’area euro nel suo complesso.

Età, residenza e possesso dell’immobile influenzano fortemente la ricchezza posseduta, con le famiglie dell’Est che sono molto più povere rispetto a quelle dell’Ovest, con la ricchezza che cresce con l’età sino a 65 anni e con i proprietari di case molto più ricchi rispetto agli affittuari. Praticamente conoscendo residenza ed età di una persona è facilmente intuibile il tenore di vita.

I tassi di interesse bassi hanno portato a cambiamenti nelle abitudini di investimento, con un rallentamento dei fondi pensioni e delle assicurazioni vita, ma una certa riluttanza ad investire in titoli azionari, per cui il tedesco mantiene le proprie attività liquide. Una situazione che genera il famigerato sovrarisparmio e sottoinvestimento di cui soffre la Germania studiando i saldi settoriali. I tassi bassi hanno comunque favorito le famiglie povere ed indebitate che sono ancora il 45% del totale. Un report in controluce e contraddittorio.

 

 


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