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Borghi: «Non c’è condivisione nella sottomissione. Se Draghi tradirà la patria saremo implacabili»

Eccovi l’intervento di Claudio Borghi alla camera dei Deputati in occasione della risposta alle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Il deputato pone in evidenza come il comportamento del Presidente del Consiglio dovrebbe essere in linea con l’interesse nazionale, che non è esattamente quello che vorrebbe imporci l’Unione. Ad esempio nelle raccomandazioni per paese del 2019 si chiedeva all’Italia di aumentare le tasse sugli immobili intervenendo sugli estimi catastali, cosa che, nella situazione attuale sarebbe estremamente negativa perché cadrebbe su beni che non producono reddito, e non si può vendere un bagno o un abbaino per pagare le tasse, senza poi considerare gli effetti devastanti su un mercato immobiliare già debole.

Il problema alla fine si concentra in un fatto essenziale: Draghi ha affermato che nella solitudine non c’è un maggiore sovranità, affermazione facilmente contestabile. La Svizzera è sola ed è più o meno sovrana dell’Italia? Il problema è che in itali si è spesso confusa la condivisione della sovranità con la sottomissione, male italiano per centanaia di anni. Quindi Draghi ha due scelte: essere campione degli interessi nazionali, e avere l’appoggio perenne di Borghi e della Lega o essere l’ennesimo traditore della storia dell’Italia, ed averli come nemici.

Una apertura di credito, ma non illimitata, e a termine.

Buon ascolto e ringraziamo Inriverente.


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