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BOMBE ATOMICHE E BOMBE MONETARIE (di Nino Galloni)

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Con gli accordi sul nucleare iraniano (che non dovrà essere arricchito per farci la bomba), la strategia nordamericana di disimpegno dall’area mediterranea, mediorientale ed europea potrebbe cominciare a passare dalla teoria alla prassi. Mugugnano Israeliani e Sauditi, ma il dado è tratto e solo imprevedibili furberie iraniane o trame anglosaudite potrebbero mandare a monte il piano. Non va troppo bene nemmeno alla Francia che teme recrudescenze italiane (che ottimismo!) ed egiziane perché ancora intrisa di logica veterocoloniale, invece di evolvere verso una nuova Europa o, almeno, qualcosa del genere. Alla finestra, si fa per dire, la Turchia che non sa se si avvantaggerà del possibile nuovo slancio economico dell’Iran, proprio mentre la questione curda, per merito dei Curdi, rischia di trovare una soluzione valida; e, questo potrebbe spingere, finalmente, alla soluzione democratica del tema palestinese, ciò che disinnescherebbe guerre e terrorismi, trasformando gli estremisti sunniti di tutti i tipi in un mero problema di ordine pubblico senza più molto appeal religioso.

Alla fine, se Cina e Russia e India e non solo, si spingeranno avanti,  fomentando grandi reti infrastrutturali, la regione più in ritardo, schiacciata dai debiti e dalla inappropriata gestione dell’invecchiamento della popolazione potrebbe essere proprio l’Europa. Se, infatti, il mondo si evolve e gli USA capiscono che la prospettiva imperialistica è finita, l’Europa deve risolvere il suo problema: la bomba monetaria può esplodere secondo diverse modalità. Ad esempio, depositanti e correntisti greci possono correre a ritirare i loro euro; dopo dieci minuti le banche li hanno terminati e gli sportelli vengono chiusi. Centinaia di miliardi di debiti sono denominati in euro, ma gli euro non ci sono; quindi, se l’Europa non li fornisce (autorizzando qualcuno a stamparne), il governo greco farà stampare qualcos’altro imponendo di denominare in questa nuova valuta tutti i crediti, compresi i propri, ovviamente. A questo punto, se la Grecia viene aiutata, tutti vedranno che si può fare a meno dell’euro; se, invece, la situazione greca degenera, tutti saranno spaventati dall’imitarla, ma i depositanti ed i correntisti correranno in banca, dove gli euro non ci sono.

Paradossalmente l’Europa ha meno tempo se gli equilibri geopolitici si evolvono nella direzione della pace e dello sviluppo dei popoli più giovani. Se le bombe termonucleari vengono usate (il che sarebbe uno scenario buono solo per la grande finanza) l’euro tirerà ancora avanti, ma se le cose si evolvono verso pace e giustizia, la bomba monetaria è destinata ad esplodere prima.

Nino Galloni

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