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Il Governo blocchi il tentativo francese di impossessarsi di Unicredit, fondendola con la storicamente problematica SocGen! (ricordando il caso Fincantieri-STX)

Eccoli gli “amici” francesi, sempre pronti ad approfittarsi dei vicini. Quando l’AD Mustier arrivò in Unicredit, a seguito del colpo di stato del 2011 contro l’Italia, fu chiaro a tutti come un ex legionario francese, ufficiale dell’esercito franco, si dice vicinissimo ai servizi segreti d’oltralpe che E. Letta invece certamente conosce benissimo visto che lavora per la loro Università a Parigi, fosse funzionale a portare in Francia tutto quello che era possibile da Unicredit. Ed in effetti fu così: i fondi Pioneer, tra i più grandi del mondo vennero venduti a chi? Credit Agricole, il governo Renzi incredibilmente bloccò la contro-offerta di Poste Italiane! Bank Pekao – la filiale polacca, un gioiello – venne invece costretta alla vendita dalla Polonia, imponendo unilateralmente limiti di solvibilità della casa madre inarrivabili per l’istituto di Piazzale Cordusio che l’EU si guardò bene dal contestare come avrebbe dovuto (fosse capitato a DB si sarebbe mossa anche la Bundesbank).

Oggi il tentativo è quello di fare il colpo gobbo e portarsi via tutto, fondendo Unicredit con SocGen, la problematica  banca francese che ricordiamo era quasi fallita nel 2009 nel post caso Kerviel, su cui aleggiamo moltissimi dubbi oltre all’ombra dei – appunto – servizi segreti francesi [che Mustier dovrebbe conoscere molto bene] per salvarla (vedasi LINK e LINK). [Mustier proviene da SocGen e fu coinvolto direttamente nello scandalo Kerviel, vedasi LINK]

Purtroppo il nostro team lo aveva già previsto, con terribile precisione (sigh).

 

E possibile che l’AD di Unicredit abbia il mandato di vendere la nostra prima banca ai Francesi?

Ora, Di Maio deve fare attenzione in quanto si gioca il primo asso ossia la sua credibilità: ha detto che vuole mantenere occupazione in Italia, bene, faccia attenzione che se SocGen comprerà Unicredit l’occupazione a termine se ne andrà dall’Italia [la sede] così come l’ossigeno – i finanziamenti – per le PMI italiane. Dunque, bisogna bloccare il tentativo di fusione cambiando il management di Unicredit (stesso discorso andrà fatto a breve anche per Assicurazioni Generali, progressivamente depauperata dei suoi asset da managers costantemente francesi [ed anzi molto vicini a Vincent Bollorè, che voleva portarsi via Telecom Italia per un tozzo di pane] che non sembrano – mia opinione – essere attenti agli interessi dell’Italia).

Sarebbe – a volerlo fare – molto facile bloccarli: basterebbe invocare le stesse regole ASIMMETRICHE utilizzate dai francesi per evitare che Fincantieri comprasse STX, con la differenza sostanziale che STX prima era già di proprietà straniera (coreana).

Di più, va indagato il passato di Mustier e la sua eccessiva vicinanza se non direttamente appartenenza ai servizi segreti francesi. Parimenti, vanno verificate tutte le vendite effettuate da Unicredit sotto la sua direzione (…).

Salvini e Di Maio si trovano col primo banco di prova, pesante. Certo, Parigi ha fretta di chiudere la partita Unicredit prima che il governo prenda forma e possa reagire, ossia prima che il governo abbia grip sulle banche e sul sistema, anche se penso che il Ministro Tria e Paolo Savona sappiano bene come operare per evitare la debacle.

La sostanza è semplice: L’Italia NON può permettersi di perdere Unicredit, punto e finito. A voler bloccare il tentativo non sarebbe difficile sventare il colpo, basta volerlo fare. Ed appoggiarsi a professionisti seri che vogliano fare l’interesse del paese, non svendendolo a basso prezzo come successo negli scorsi anni.

In ogni caso Mustier non è secondo chi scrive opportuno che resti al suo posto, a maggior ragione a fronte di queste notizie di stampa (…). L’italianità di UNICREDIT è un problema strategico per l’Italia, non solo economico. Ricordo infatti che non è solo la Germania ad aver messo il bastone fra le ruote all’Italia, cercando di fare il sacco di Roma e dintorni. Angela Merkel i risolini nel 2011 non li faceva da sola. E le frontiere francesi verso l’Italia – contravvenendo ai più basilari principi dell’EU – le hanno sigillate Hollande e Macron, non Roma. Senza dimenticare Bardonecchia…

MD


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