Analisi e studi

Bilancia Commerciale: il Nord America a due velocità. Gli USA respirano, ma il Canada affonda sotto i dazi

Il deficit USA si restringe a $54,5 mld grazie all’export record di oro e tecnologia. Ma a nord il Canada soffre: buco da $3,6 mld CAD e crollo dell’automotive. Senza la domanda USA e con i dazi di Trump, Ottawa è in apnea. L’analisi completa 👇 #Macroeconomia #Export #USA #Canada

Pubblicato

il

mmerciale degli Stati Uniti ha registrato una brusca frenata nel mese di gennaio 2026, scendendo a 54,5 miliardi di dollari. Si tratta del livello più basso dallo scorso ottobre, un netto miglioramento rispetto ai 72,9 miliardi di dicembre e ampiamente al di sotto delle previsioni degli analisti, che stimavano un divario strutturale di 66,6 miliardi.

Se da un lato Washington sembra aver trovato la quadratura del cerchio, dall’altro lato del confine la situazione è assai meno rosea. Il Canada, infatti, vede il proprio deficit commerciale allargarsi in modo preoccupante, svelando una fragilità strutturale latente. I due paesi sono strettamente legati e se uno importa di meno, o esporta di più, l’atro rischia di trovarsi in situazione opposta, e scomoda.

L’exploit dell’export a stelle e strisce

Gli Stati Uniti hanno visto le proprie esportazioni balzare del 5,5%, toccando la cifra record di 302,1 miliardi di dollari. A trainare questo risultato non è stata solo la tradizionale forza dell’alta tecnologia (computer, accessori e aerei civili), ma anche la corsa ai beni di rifugio per eccellenza, come l’oro non monetario e altri metalli preziosi. In calo, invece, le vendite di preparati farmaceutici. La UE è stata il principale importatore.

Parallelamente, le importazioni americane sono scese dello 0,7% a 356,6 miliardi. A pesare in negativo sugli acquisti esteri di Washington sono stati:

  • Prodotti farmaceutici
  • Autocarri, autobus e veicoli speciali
  • Autovetture per passeggeri
  • Oro non monetario

In controtendenza, gli americani hanno continuato ad assorbire dall’estero computer e apparecchiature per le telecomunicazioni. A livello geopolitico, i disavanzi maggiori restano con l’Asia e l’America Latina: Vietnam (-19 miliardi), Taiwan (-17,3 miliardi), Messico (-12,8 miliardi) e Cina (-12,5 miliardi). Un dato interessante riguarda l’Unione Europea, verso cui il deficit americano si è quasi dimezzato, passando da 11,1 a soli 6,1 miliardi.

Ecco il grafico della bilancia commerciale fornito da Tradingeconomics:

Il Canada in apnea: senza gli USA i conti non tornano

Mentre l’economia USA assorbe l’impatto delle dinamiche globali, Ottawa arranca vistosamente. A gennaio 2026, il deficit commerciale canadese è schizzato a 3,6 miliardi di dollari canadesi (CAD), quasi triplicando l’1,3 miliardi di dicembre e polverizzando le attese del mercato, che si fermavano a un moderato disavanzo di 0,9 miliardi.

Le esportazioni canadesi sono crollate del 4,7% su base mensile (62,48 miliardi CAD). A pesare come un macigno sono stati i fermi di produzione che hanno paralizzato le spedizioni di autovetture, facendo crollare l’export di veicoli e componenti del 21,2%. Male anche la filiera degli aerei e dei mezzi di trasporto (-16,0%). L’unico vero salvagente per l’export di Ottawa è stata l’energia, trainata dal gas naturale, che ha segnato un +4,1%.

Ecco il grafico della bilancia commerciale canadese:

 

Sintesi della Bilancia Commerciale (Gennaio 2026)

Indicatore Stati Uniti Canada
Saldo Commerciale Deficit in calo (-$54,5 mld) Deficit in peggioramento (-3,6 mld CAD)
Esportazioni +5,5% (Record $302,1 mld) -4,7% (62,48 mld CAD)
Importazioni -0,7% ($356,6 mld) -1,1% (66,13 mld CAD)

La dipendenza strutturale e la scure dei dazi

I dati evidenziano un punto macroeconomico essenziale, ben noto a chi analizza i flussi della domanda aggregata: la bilancia commerciale canadese vive letteralmente dei consumi americani. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 3,8% a gennaio, assottigliando il surplus del Canada con i vicini a 5,4 miliardi CAD. Contemporaneamente, il deficit di Ottawa con il resto del mondo si è allargato a ben 9 miliardi CAD.

Appare evidente come, volenti o nolenti, senza la spinta del deficit commerciale statunitense il Canada faccia una fatica immensa a mantenere il proprio equilibrio macroeconomico. Le due nazioni sono indissolubilmente collegate dalla geografia, ma le politiche commerciali giocano ruoli sempre più asimmetrici. I dazi di matrice trumpiana finiscono inevitabilmente per colpire il sistema produttivo canadese, che si ritrova incapace di costruire avanzi commerciali alternativi con altri partner globali.

L’autore Fabio Lugano è laureato con il massimo dei voti alla Bocconi,  è un esperto di mercati, criptovalute e intelligenza artificiale. In passato è stato consulente al Parlamento Europeo e al Ministero per gli Affari Europei. Oggi aiuta le aziende a creare piani di sviluppo per l’innovazione tecnologica e per l’energia.

Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento

Annulla risposta

Exit mobile version