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Biden cerca di destabilizzare l’Ungheria per motivi politici?

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epa08315631 Hungarian Prime Minister Viktor Orban delivers his speech about the current state of the coronavirus during a plenary session in the House of Parliament in Budapest, Hungary, 23 March 2020. EPA/Tamas Kovacs HUNGARY OUT

Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha espresso la preoccupazione che gli Stati Uniti tenteranno d’interferire nelle elezioni generali del prossimo anno. Lo scopo è veder sostituito il presidente attuale  Viktor Orban PM da leader dell’opposizione Stati Peter Marki-Zay, che è più ideologicamente allineato con l’amministrazione Biden.

In un’intervista al Financial Times, Szijjarto, ha detto, “non viviamo sulla Luna. Viviamo in Europa centrale. Naturalmente, ci saranno tentativi … abbiamo già rilevato preparati.” Egli ha anche affermato: “Voglio rassicurare gli ungheresi che tutte le istituzioni interessate stanno facendo il loro lavoro per respingere i tentativi d’interferenze esterne nelle elezioni.”

Non è la prima volta che l’amministrazione Biden avrebbe cercato di danneggiare il leader ungherese, nonostante il suo paese sia un fedele Partner NATO e sia uno dei migliori alleati di Israele. Nonostante questo allineamento filo-occidentale, l’Ungheria è l’unico paese europeo a non essere stato invitato da Biden al “Vertice per la Democrazia”, l’happening filo occidentale, dove sono stati invitati campioni dei diritti umani e politici come il Pakistan, l’Iraq, la Repubblica Democratica del Congo e l’Angola. Solo l’Ungheria, fra i paesi occidentali, è stata lasciata fuori.

Per carità, un summit in cui si incontreranno “leader di governo, società civile e il settore privato a enunciati un’agenda positiva per il rinnovamento democratico e per affrontare le maggiori minacce per le democrazie di oggi attraverso l’azione collettiva”, non potrà che generare l’ennesima ondata di inutile, e antiliberale, politically correct, o wokeism, per usare termini anglofoni. Un Summit sul nulla, ma comunque è una sorta di riunione del club degli “Amici di Biden” da cui l’Ungheria è esclusa.

Le vere colpe di Orban agli occhi di Biden non sono legate alla democrazia, ma a fatori ben diversi:

  • l’Ungheria cerca comunque di avere buoni rapporti con Russia e Cina, pur essendo chiaramente schierata con la NATO;
  • l’Ungheria persegue obiettivi legati alla famiglia e alla salvaguardia della cultura nazionale, roba che nel mondo “Gender fluid” e pro immigrazionista è inconcepibile.

L’Ungheria poi si oppone all’attuale guida di Bruxelles, all’integrazione forzata della UE, alla creazione di un esercito-giocattolo europeo, inutile per la sicurezza, ma utile a distruggere l’individualità dei singoli stati, che comunque sono l’espressione vera della democrazia. Più si sale nella gerarchia del potere, minore è il potere della rappresentanza popolare, maggiore il peso della burocrazia, delle lobby e delle élite, cioè di tutto ciò che non è democrazia. L’ironia è proprio essere accusato di NON essere democratico.

Non si sa chi vincerà le prossime elezioni in Ungheria, ma un piccolo paese può segnare una svolta in una direzione o nell’altra.

 

 

 


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