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AZZARDIAMO UNA PREVISIONE SULLA POLITICA FISCALE DI TRUMP : BAT O DAZI AD HOC ?

Cari amici

nei giorni scorsi, soprattutto dopo la polemica con BMW , si è molto parlato di dazi e di tassazioni punitive per gli importatori.

Quando molti europei descrivono il neopresidente come una sorta di folle estremista isolato all’interno del partito repubblicano non si rendono conto di fornire un’immagine falsa . Ad esempio la normativa per la tassazione differenziale sul reddito fra importazioni ed esportazioni, in inglese Border Adjustment Tax (BAT) fa parte di un pacchetto definito “Better Way” che è stato presentato dallo speaker (capogruppo) alla Camera, Paul Ryan.

Come sappiamo la norma prevede una tassazione separata fra importazioni ed esportazioni, per cui le importazioni vengono punite da un dazio che corrisponde ad un’aliquota fiscale del 35%, la stessa attualmente applicata alle aziende USA, mentre gli utili che sono generati dalle esportazioni divengono esentasse. La norma non è una norma puramente trumpiana, ma è un’elaborazione di una fetta rilevante del partito repubblicano, espressione delle classi medie tradizionali, che vuole così avvantaggiare il Made in USA piuttosto che le importazioni.

Un sistema del genere avrebbe un vantaggio non indifferente nel fornire una preferenza alle produzioni nazionali, ma avrebbe anche alcuni problemi :

a) di ordine pratico, perchè imporrebbe una sorta di doppia contabilità alle aziende, che dovrebbero differenziare la propria contabilità a seconda della destinazione della produzione stessa, e noi sappiamo che Trump si è impegnato verso una semplificazione , non una complicazione degli adempimenti;

b) di ordine economico-industriale, perchè potrebbe portare ad una distorsione anche negli acquisti di componenti e semilavorati a scapito della qualità di molte produzioni finali.

Come riportato dal WSJ e ripreso da Zerohedge Trump pare preferire, come strumento di rilancio dell’industria  a stelle e strisce,  la promessa “Flat tax”  al 15%,  piuttosto che una misura in contrasto con la sua promessa di semplificazione (“Abolirò due regolamenti  ogni nuovo regolamento  emesso”).

Come si potrebbero raccordare le due politiche?  È  possibile che il neopresidente voglia implementare  l’abbassamento generalizzato  dell’aliquota  fiscale al 15%, accompagnandolo però con decreti presidenziali ad hoc per punire le importazioni, soprattutto per quei settori industriali a cui i lavoratori USA sono più sensibili. Il tutto non passando per la Camera, ma con rapidi decreti.

In questo modo raggiungerebbe i suoi diversi scopi :

  • una semplificazione oggettiva e generalizzata del sistema fiscale;
  • una incentivazione selettiva di alcuni settori labor intensive;
  • una rapidità esecutiva, evitando le pastoie politiche della discussione parlamentare ma rifacendosi a quelle norme  che, magari un po’ forzate, gli danno la possibilità di colpire questo o quel settore industriale senza risponderne a chicchessia;
  • la possibilità di agire per esempi , come la BMW, senza penalizzare eccessivamente interi sistemi produttivi o portare ad eccessive forzature del mercato delle forniture.

Insomma potrebbe, con questa via, avere la botte piena della semplificazione, e la moglie ebbra del dazio protezionistico, con l’extra di una potente comunicazione.

Comunque tra una settimana sapremo la verità .

Grazie a tutti

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