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AUTO: GROSSE CHIUSURE DI IMPIANTI IN VISTA O IN ATTO. Senza domanda perchè produrre?

Pare che, al contrario di quello che dicono gli “Offertisti”, quelli che vedono solo “L’efficienza dell’offerta” come elemento guida del mercato, senza domanda le fabbriche chiudano, e chiudano in massa. Ci sono tre produttori automobilistici che si trovano ad affrontare chiusure degli impianti per vari motivi, comunque riconducibili alla mancanza di domanda (anche quando nascosti diversamente). Del resto i dati delle vendite sono piuttosto brutti  ad aprile:

  • USA -46%
  • UK – 97%
  • FRANCIA -88%
  • ITALIA -98%
  • TOTALE EUROPA OCCIDENTALE -80%
  • INDIA 100% (zero vendite..)

Eccezioni Cina (+4,4% ad aprile, ma dopo -40% e -36%) e Corea del Sud, che comunque vede un calo su base annua. Il resto un disastro.

Quello che può accadere lo vediamo con queste tre case automobilistiche:

  1. RENAULT Come riporta Le Parisienne  è filtrato tramite la stampa un piano della Società per chiudere 4 dei grandi impianti collocati in  Francia, per la precisione Choisy-le-Roi, Dieppe e le Fonderie Bretoni, per iniziare quindi il grande sito di Flins in un secondo momento. Il governo , che controlla il 14% di Renault ha affermato che interverrà con decisione per impedire qualsiasi chiusura;
  2. la Volkswagen è stata obbligata a chiudere di nuovo le linee produttive, dopo averle aperte il 27 aprile. Ad essere particolarmente colpite sono le linee di produzione della Tiguan e della Golf, mentre le ordinazioni per le elettriche sembrano andare molto bene;
  3. Nissan ha annunciato un taglio globale della propria forza lavoro del 15%, pari a ben 20 mila posti di lavoro immediati più altri 50 mila in una seconda fase. Ad essere colpiti però non saranno gli impianti in Giappone, quanto quelli europei  e nei paesi in via di sviluppo. Ricordiamo che Nissan ha un accordo con Renault….
  4. A Detroit gli impianti hanno ripreso a lavorare, ma con volumi bassi. Per le case automobilistiche il fermo totale, con lo stop delle catene logistiche, è molto costoso e preferiscono piuttosto rallentare e cumulare, che chiudere . Però la Ford ha Detroit ha dovuto chiudere due impianti a causa dello scoppio di focolai di Covid-19.  Colpite le produzioni del Ford 150, il famoso truck americano. Queste eventualità rischiano di colpire le fabbriche .

Un bel freno alla produzione che , apparentemente, andrà avanti un bel po’. Non si vedono code davanti ai concessionari ed anche se sono ripresi gli spot ci vorrà un bel po’ prima di vedere una vera ripresa. Ammesso che non giunga dopo la chiusura definitiva degli stabilimenti.

 


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