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AstraZeneca: grossi problemi con il vaccino COVID-19. Quello di cui Speranza ha comprato 400 milioni di dosi a scatola chiusa

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Un ampio test in fase 3 del un vaccino Covid-19 sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford e che interessava dozzine di siti negli Stati Uniti è stato sospeso a causa di una sospetta reazione avversa grave in un partecipante nel Regno Unito.

Un portavoce di AstraZeneca, in prima linea nella corsa per un vaccino Covid-19, ha dichiarato che “il processo di revisione standard dell’azienda ha innescato una pausa per la vaccinazione per consentire il controllo dei dati sulla sicurezza“.

Non è stato immediatamente chiaro chi abbia posto la sospensione nel processo, anche se è possibile che sia stato disposto volontariamente da AstraZeneca e non ordinato da alcuna agenzia di regolamentazione. Anche la natura della reazione avversa e il momento in cui si è verificata non sono stati immediatamente noti, sebbene il partecipante dovrebbe riprendersi, secondo una persona che ha familiarità con la questione.

Un portavoce ha descritto la pausa come “un’azione di routine che deve avvenire ogni volta che c’è una malattia potenzialmente inspiegabile in una delle prove, mentre viene indagata, assicurandoci di mantenere l’integrità delle prove”. Il portavoce ha anche affermato che la società sta “lavorando per accelerare la revisione del singolo caso accaduto per ridurre al minimo qualsiasi potenziale impatto sulla tempistica del processo”.

Pare che i problemi del vaccino AstraZenaca stiano avendo una forte influenza sui test in corso non solo per la questa società, ma anche su altre società con test simili in corso. Comunque è strano che pochi giorni prima che questa notizia giungesse al grande pubblico il corso dei titoli di AstraZeneca abbia avuto una forte caduta, parzialmente recuperata.

Un fenomeno strano, che fa sospettare in una fuga di notizie un po’ troppo comune nelle società farmaceutiche.

Ricordiamo che di questo vaccino il Ministro della Salute, come parte dell’alleanza vaccina con Francia e Germania, ha comprato 400 milioni di dosi a scatola chiusa. Non è detto che quando la scatola sarà aperta vi si troverà dentro qualcosa. A questo punto meglio forse qualche telefonata in giro e sentire le alternative, se non addirittura mandare una email a a Mosca….


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