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ASCOLTATE IL PRESIDENTE DEL GHANA DI FRONTE A MACRON. Quando l’Africa ha leader che l’Europa non ha più

Vi invito ad ascoltare il discorso fatto di fronte a Macron del presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo. Vi trascrivo qui la prima parte, ma chi sa l’inglese può sentirlo tutto. Pieno di dignità e di una speranza che i nostri “Progressisti” (o schiavisti, a seconda dei punti di vista” in Europa non hanno più. Confrontate questo discorso con quelli di Conte o con quello di Gualtieri, quelli che l’implorano sempre Leuropa….

Penso che ci sia un errore fondamentale nella domanda. Non possiamo più continuare a formulare politiche per noi stessi, per il nostro paese, per la nostra regione o per il nostro continente sulla base di un qualsiasi sostegno il mondo occidentale della Francia nell’Unione europea possa darci. Non può funzionare, non ha funzionato e non funzionerà.

La nostra responsabilità è quella di organizzare un percorso che dica “Come possiamo sviluppare noi stessi la nostra nazione“. Non è giusto che un paese come il Ghana, 60 anni dopo l’indipendenza, abbia ancora i suoi bilanci per la salute e l’istruzione finanziati sulla base della generosità e della carità del contribuente europeo. Ormai dovremmo pagare per i nostri bisogni di base da soli. Considereremo i precedenti 60 anni come un periodo di transizione, un percorso attraverso il quale ora. possiamo stare in piedi. La nostra prospettiva non deve essere ciò che il contribuente francese decide di fare qui,  come in Francia. Sia chiaro, gli aiuti dalla Francia sono ben accetti ogni volta, ed a caval donato non guardiamo in bocca, però questo continente, nonostante tutto, è ancora oggi il deposito di almeno il 30% delle materie prime più importanti del mondo, è un continente di vaste terre fertili coltivabili ed ha la popolazione più giovane di tutti i continenti del mondo e mostrano energia e dinamismo.

Abbiamo visto questi giovani mostrare  tanta capacità di resistenza e poi con ingenuità attraversare  il Sahara, trovando anche il modo di attraversare imbarcazioni traballanti il Mediterraneo, per liberare quelle energie. Noi vogliamo che quelle energie lavorino nel nostro paese, e possiamo far lavorare queste energie se costruiamo un sistema  che dica ai giovani del nostro paese che le loro speranze, le loro opportunità, sono proprio qui, nel nostro paese”

L’esatto contrario di quello che vogliono i buonisti pro immigrazione


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