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LA BEFFA DELLE RIAPERTURE (di Giuseppe Palma)

Governo e maggioranza parlamentare non hanno alcuna cognizione di cosa sia la vita reale. Nessun contatto con la realtà.

Il 18 maggio dovrebbero riaprire gran parte delle attività commerciali e artigianali, ma i protocolli di riapertura che girano in queste ore (elaborati da governo e task-force) hanno contenuti raccapriccianti. Regole su regole, limitazioni su limitazioni: si pensi ai ristoranti, che dovranno rispettare il distanziamento di 4 metri da un cliente all’altro, oppure agli stabilimenti balneari, che saranno costretti ad osservare una distanza di 4,5 metri tra ombrelloni, con obbligo di mascherine in spiaggia. Col caldo agostano far portare la mascherina sulla battigia è semplicemente da idioti.

Al di là del lato grottesco di tutta questa situazione (si pensi al divieto di respirazione bocca a bocca per chi rischia di annegare), ci sono aspetti economici drammatici.

Un ristorante che paga un canone di locazione pre-virus, nel dover rispettare la distanza dei 4 metri da un cliente all’altro si vedrà ridimensionare il suo fatturato di circa il 75%. Se prima dell’epidemia faceva 100 coperti, da lunedì in avanti potrà farne al massimo 25-30. Sempre che ci siano ancora clienti che abbiano il denaro per potersi permettere di mangiare al ristorante. In ogni caso ci sarà un calo vertiginoso degli incassi a tassazione e spese invariate. In pratica, chiusura del ristorante e licenziamento dei dipendenti.

Di tutto questo al governo non interessa nulla. Con la riapertura, Conte e compagni potranno di fatto non elargire più i 600 o gli 800 euro previsti fino a maggio, e da settembre potrà pretendere il pagamento delle tasse.

Il governo Conte ha imposto la chiusura sin dai primi di marzo, ma consente ora la riapertura con protocolli scritti da dementi che, di fatto, condurranno le attività commerciali e artigianali verso il fallimento. In questo modo Conte potrà dire che il massacro di queste imprese non è da ascrivere a lui, che comunque ha consentito la riapertura, ma al virus e alla crisi economica che ne è scaturita.

Ma c’è anche un altro aspetto. Questo perenne stato di emergenza garantisce, attraverso il terrore, la sopravvivenza politica del governo giallo-rosso e la conduzione dello Stato da parte di tecno-scienziati che hanno trovato nel virus, attraverso la paura generata nel popolo, l’imperdibile occasione di esercitare il potere godendo non solo di lauti compensi, ma anche delle luci della ribalta.

Il mantra é quello che ritorneremo alla libertà non prima di essere stati vaccinati, forse tra un anno. Io sono sempre stato un convinto e deciso sostenitore dei vaccini, ma in questa situazione qualcosa non mi quadra. Stando ad alcune rilevanze scientifiche, la soluzione del plasma – già sperimentata con risultati straordinari – dovrebbe garantire una cura efficace nel caso vi fossero nuovi contagi. Ma non solo. A differenza dei mesi precedenti, oggi abbiamo quasi il triplo dei posti letto in terapia intensiva con relativi respiratori polmonari. Continuare ad infondere terrore e a limitare le libertà fondamentali ed economiche non ha più alcun senso. Ma con ogni probabilità ha ragione Enrico Montesano quando dice che la soluzione del plasma è osteggiata dalle task-force perché è efficace, costa poco e non arricchisce nessuno.

Torniamo all’economia. Nella stessa situazione dei ristoranti si troveranno anche bar e barbieri. Se fino a tre mesi fa un bar poteva contare su 3-400 caffè al giorno, con relativa brioche, da lunedì in avanti – dovendo far rispettare la distanza di 1 metro per i clienti al banco e 2 metri per quelli seduti – una riduzione di almeno il 60% del fatturato è garantito. A spese e tassazione invariate. Soluzione? Chiusura o licenziamento dei dipendenti. Per i barbieri stesso discorso. La stragrande maggioranza di barber e parrucchieri hanno locali di piccole dimensioni, quindi i clienti dovranno aspettare fuori o andare per appuntamento. Passo domani, forse…

Insomma, una pletora di tecno-scienziati in cerca di denaro, potere e visibilità, unitamente ad un governo di pericolosi incapaci, stanno distruggendo un intero Paese. Tra gli applausi dei coglioni.

[Giuseppe PALMA]

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Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

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