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Armando Siri: Ripresa economica…tutte le bugie di Renzi

Segnaliamo questo articolo di Armando Siri, presidente del Partito Italia Nuova, per affaritaliani.it

 

armando siri ape

Esiste un Paese in cui la previsione di “crescita” del Pil è forse dello 0,7%, il carico fiscale (escluso gli oneri indiretti) ha raggiunto quasi il 44%, le chiusure, dismissioni e fallimenti hanno raggiunto quota 100 mila negli ultimi 5 anni e il Governo tiene banco sulla legge elettorale? Sì esiste. È il nostro.

I dati Cerved fotografano l’ennesima emorragia di posti di lavoro nel settore dell’artigianato che negli ultimi 4 anni ha perso oltre mezzo milione di unità. Tra i piccoli imprenditori  si sono perse 94 mila unità solo nel 2014, oltre 490 mila negli ultimi 4 anni.

Tutti i dati economici sono negativi tranne per alcune realtà che lavorano prevalentemente in settori di nicchia come il lusso e nelle linee di eccellenza della componentistica di precisione che per lo più esportano.

La domanda del mercato interno è in calo vertiginoso anche nel settore dei beni di consumo primari.  Per dirla semplice si compra meno latte, pane, pasta, frutta e verdura.

Le realtà produttive che resistono hanno dovuto effettuare pesanti tagli di personale i cui costi sono ricaduti sulle casse dello Stato.

Come li paghiamo gli ammortizzatori sociali se non con l’inasprimento delle imposte e il terrorismo fiscale? Oltre un milione e 600 mila piccoli contribuenti sono segnalati in incaglio dall’ente di riscossione Equitalia.

Tra questi ci sono quelli alle prese con il fermo amministrativo del proprio veicolo (con cui lavorano) o del quinto dello stipendio con cui sopravvivono.

Per non parlare delle ipoteche sulla casa che nonostante non possa essere pignorata rimangono iscritte sugli immobili. A questi vanno aggiunti i 12 milioni di cittadini segnalati nelle svariate centrali rischi delle banche, delle finanziarie o dei pubblici registri. Sono gli esclusi da qualunque merito creditizio.

La lista delle reali condizioni in cui versa il Paese sarebbe lunghissima e dovrebbe comprendere anche l’aumento del numero di contribuenti che lavora in “nero” per sopravvivere contribuendo sostanziosamente al raggiungimento degli oltre 400 miliardi di sommerso (che erroneamente viene scambiato per evasione) e i 25 miliardi (in aumento) di elusione che gravano sul bilancio dello Stato.

Ovvero tutti quei contribuenti che pur dichiarando non riescono a pagare le imposte.

A questi andrebbero aggiunti tutti coloro che sono costretti a pagare importi esorbitanti di IMU per immobili, capannoni commerciali o strutture legate alla produzione che tuttavia non hanno neppure lontanamente la capacità reddituale corrispondente alla quota IMU da pagare.

Facciamo l’esempio di una famiglia che ha adibito un palazzotto ad albergo che si trova decine di migliaia di euro da pagare con l’attività in perdita, oppure la piccola azienda che ha un capannone o semplicemente chi ha ricevuto in eredità una casa in una campagna sperduta e prende 1200 euro al mese di stipendio.

Tra questi c’è  chi riesce a svendere agli sciacalli, chi smonta il tetto o chi si arrende a “quel che sarà sarà”.

 

Di fronte a questa catastrofe le cui origini sono state causate dal folle ingresso nell’Euro con tutti i vincoli connessi, il Presidente del Consiglio Renzi sciorina i dati ottimistici del suo Jobs Act spacciando la “regolarizzazione” di 90 mila individui che già lavoravano come nuovi posti di lavoro.

Ma la realtà è un’altra e non si tratta solo di un punto di vista di una parte politica.

I dati che ho citato sono incontrovertibili e richiamati dai maggiori e indipendenti  istituti di rilevazione economica.

Siamo però dinnanzi a un Paese che ha subito un’anestesia, seppur locale e quindi privo della reale percezione del “dolore”. 

Il Presidente del Consiglio Renzi ha investito molto in sedativi sociali, così con 80 €uro se lavori e un anno di stipendio gratis se sei disoccupato, ha disinnescato una potenziale rivolta nel Paese. 

Ma quanto durerà? La risposta è abbastanza semplice: il tempo di far passare una legge elettorale che di fatto gli consegnerebbe definitivamente nelle mani il Paese.

Da quel momento in poi saranno dolori, ma sadico come è, con il sorriso stampato sulla  faccia, dirà che è finito il cloroformio.

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