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ARGENTINA: ENNESIMA UMILIAZIONE PER IL FMI (ed anche noi ci perdiamo)

 

Quando hanno chiesto all’economista capo del FMI, la famosa Gita Gophinat, quali fossero i piani per l’Argentina ora, dopo la cocente sconfitta del candidtao liberista Macrì da parte del populista Fernandez, lei non è stata in grado di dare una risposta chiara.

Perchè l’Argentina, a cui il FMI ha fatto il maggior prestito della sua storia, si sta rivelando il maggior disastro, e soprattutto la maggiore umiliazione , dell’organizzazione con sede negli USA. Sono in gioco 56 miliardi di dollari che, dopo la sconfitta per 15 punti di Macrì alle primarie e la conseguente svalutazione del Peso del 20% , sono ora valutate con un 80% di possibilità di Default, a partire dalla prima tranche da 5,3 miliardi in scadenza a Settembre.

Il problema è che il FMI non ha fatto nessuna valutazione sulle possibili evoluzioni politiche dell’Argentina. Si sono concentrati su Macrì, come se non ci fossero alternative, e non hanno valutato che l’opposizione potesse vincere, per cui non hanno mai preso contatti per conoscerne le intenzioni economiche. Nello stesso tempo il prestigio del Fondo è già pesantemente segnato dal fatto che le sue previsioni sono precipitate verticalmente nell’arco di un anno , sul 2019, dimostrando come il Fondo non avesse in mente assolutamente quali potessero essere le conseguenze delle proprie politiche quando iniziò ad applicarle.

Anche gli sforzi per contenere l’inflazione sono stati assolutamente inutili, se non controproducenti. Anche in questo caso il fallimento delle previsioni mostra quanto gli economisti fossero lontani dalla realtà.

Ora con le probabilità dell’80% di default, e di vittoria di un governo che non è sicuramente prono alle richieste del Fondo come quello Macrì, sarà molto difficile che gli azionisti del Fondo vedano i soldi prestati indietro, e fra questi c’è l’Italia, che subirà una perdita superiore a 1,5 miliardi di dollari, se…

… se comunque non si troverà una soluzione alternativa al default , ad esempio tramite un’operazione di redistribuzione del debito dal punto di vista temporale, concedendo più tempo al debitore per restituire le somme prestate. Sicuramente in questo momento il Paese non ha accesso ai mercati finanziari.

Il FMI paga il fatto di non aver considerato la profonda impopolarità delle proprie politiche. L’economia dovrebbe essere una scienza sociale, non un aggregato di equazioni dalle quali viene sempre escluso il fattore umano.

 


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