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Appello per Assange, giornalista e prigioniero politico

Questo è un appello per Assange pubblicato il 27 gennaio sul quotidiano belga Libération, rivolto al governo belga, qua https://www.lalibre.be/debats/opinions/liberte-pour-assange-journaliste-prisonnier-politique-5e2ddfadf20d5a719a6b4edd?fbclid=IwAR0MwN0vzOxSrSgHomTlEgbnIhRYYggu0tqmRlAllXFuqWocSnNxuFFFM-c#.XjC6Lkhss2Q.facebook  tradotto da Nicoletta Forcheri

Libertà per Assange, giornalista, prigionierio politico

Pubblicato il 27 gennaio 2020
 
Facciamo appello al governo belga: Julian Assange è un prigioniero politico la cui salute si sta degradando di giorno in giorno.

E’ giunto il momento che il Belgio si mobiliti, ne va dei nostri diritti fondamentali. Questa è l’opinione sottoscritta da una decina di associazioni e circa 120 personalità.

 
Dal 2012, l’azione congiunta della Svezia, del Regno Unito, degli Stati Uniti, e più recentemente del’Ecuador, ha messo arbitrariamente Assange nell’impossibilità di usufruire della sua libertà, di difendersi dalle accuse che gli sono rivolte e di esercitare la sua libertà di espressione.
 
I suoi giorni sono in pericolo. Nils Melzer, il relatore speciale delle Nazioni unite contro la tortura e altri trattamenti disumani e degradanti ha scritto che “i suoi diritti sono stati sistematicamente calpestati ad ogni stadio del procedimento” e che “in 20 anni di lavoro con le vittime della guerra, della violenza e della persecuzione politica” non ha mai visto “un gruppo di Stati democratici unirsi per isolare, demonizzare e maltrattare deliberatamente un solo individuo per così tanto tempo e con così poco rispetto della sua dignità umana e dello stato di diritto”.
 
Spiato 24 ore su 24
Julian Assange ha soggiornato quasi 7 anni all’ambasciata dell’Ecuador a Londra dove aveva trovato rifugio per sfuggire all’estradizione verso la Svezia dove doveva essere interrogato su presunzioni di stupro. L’indagine si è trascinata di proposito, lui non è mai stato accusato formalmente di questi fatti, e la giustizia a finalmente rinunciato a lanciare un prcedimento senza fondamenti. Secondo Assange e i suoi legali, si trattava di un pretesto e il preludio di iuna estradizione verso gli stati Uniti. Gli esperti delle nazoioni unite hanno confermato questo punto di vista.
 
Nello spazio esiguo dell’ambasciata dell’Ecuador, un dispositivo di spionaggio sofisticato, connesso alla CIA, ha osservato i minimi gesti e azioni di Julian Assange. Ad aprile 2019, l’Ecuador lo ha privato della cittadinanza ecuadoregna, ha sospeso il suo diritto di asilo e ha invitato la polizia britannica ad arrestarlo nell’ambasciata. I suoi effetti personali, cellulare, pc ecc, sono stati confiscati e spediti negli USA. Oramai è detenuto in una prigione di alta sicurezza di Belmarsh, vicino a Londra, in attesa di una decisione sulla sua estradizione negli USA, prevista per febbraio 2020.
 
Salute precaria
Nell’isolamento, privato del suo dossier e senza i mezzi seri per preparare la sua difesa, la sua salute si è gravemente deteriorata. Temendo per la sua vita, numerosi medici e il relatore speciale dell’ONU, quest’ultimo molto recentemente, hanno interpellato a due riprese le autorità inglesi per chiederne il trasferimento in un ospedale. Inutilmente.
 
Julian Assange è il fondatore di Wikileaks. Questa piattaforma è un mezzo di informazione. I suoi membri sono giornalisti e o editori. I dossier che pubblica (ad esempio le pratiche della tortura alla prigione di Guantanamo, la sorveglianza da parte della NSA di capi di Stato europei, gli scandali ambientalisti come la vicenda Trafigura, alcuni capitoli del TTIP, i crimini di guerra in Irak e Afghanistan…) sono rigorosamente veriticati e regolarmente utilizzati dai grandi media nazionali come Le Monde, il New York Times e The Guardian.
 
Inventato da Wikileaks, il sistema di raccolta e di diffusione anonima di informazioni di interesse generale, su Internet, che consente di tutelare gli informatori, si trova al centro dell’accusa penale americana. La pubblicazione nel 2010 dei “diari di guerra” dell’esercito americano in Afghanistan e in Iraq, e di numerosi “cabli” delle ambasciate americane nel mondo è vale ad Assange e a Wikileaks la vendetta degli Stati Uniti ed è la giustificazione per la richiesta di estradizione americana che isi appella persino all’Atto di Spionaggio del 1917, ai sensi del quale, Julian Assange rischia 175 anni di prigione se viene estradato negli Stati Uniti.
 
La procedura che sta subendo il giornalista è vittima è storica. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, il governo invoca le accuse di spionaggio contro un editore per la pubblicazione di informazioni vere. La sua fonte Chelsea Manning, è stato reincarcerato dopo essere stato graziato dal presidente Obama. E’ stata vittima di un ricatto: non sarà liberata fino a quando non testimonierà contro Assagne.
 
In realtà, con questi procedimenti, non è solo tutto il lavoro e l’esistenza di Wikileaks – di cui tutti i membri sono vessati .- ad essere presi di mira, ma è il mestiere stesso di giornalista, la libertà di stampa e il diritto di ognuno di noi all’informazione e a non essere minacciati, come ricorda la lettera firmata da centinaia di giornalisti nel mondo.
 
Liberazione immediata
I diversi apprezzamenti che si possono dare di Wikileaks e di Julian Assange devono ridimensionarsi davanti alla constatazione di queste violazioni dei diritti fondamentali. “Sono senza difesa e conto su di voi per salvarmi la vita” ha dichiarato Julian Assange.
 
Cittadini, giornalisti, artisti, organizzazioni di difesa dei diritti fondamentali, vogliamo difendere la libertà di espressione, di stampa e il nostro diritto di sapere.
 
Chiediamo la liberazione immediata di Julian Assange, la tutela della sua salute e della sua incolumità, il rispetto dei suoi diritti di base. Chiediamo che il Belgio riconosca a Julian Assange lo status di prigioniero politico, invii degli osservatori al suo processo, gli accordi la rua protezione e attui tutti i mezzi necessari per ottenere la negazione della richiesta americana di estradizione e la sua liberazione, per accoglierlo, e accordargli un permesso di soggiorno, ed erogargli tutte le cure sanitarie di cui ha bisogno dil suo stato di salute.

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