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Antiriciclaggio: per i commercialisti in arrivo maggiori obblighi

In questi ultimi giorni, la presentazione della bozza della quarta direttiva antiriciclaggio (849/2015/UE), ha suscitato numerose discussioni e preoccupazioni da parte degli studi professionali, e, più in particolare, da parte dei commercialisti.

Businessman working in the office

La nuova normativa prevede, infatti, l’intervento su molti aspetti in materia di antiriciclaggio, al momento regolati dal D.L. n.231/2007; uno di questi riguarda l’obbligo di adeguata verifica, che rivede completamente la definizione di titolare effettivo e la cui entrata in vigore segnerà per gli studi un importante cambiamento nel metodo di lavoro.

Le norme antiriciclaggio per i commercialisti, ma anche per i revisori contabili o i consulenti del lavoro, richiedono molta attenzione e una formazione continua per essere rispettate in modo corretto. E così, se fino ad oggi gli obblighi di verifica dovevano essere effettuati soltanto con il cliente con cui si intratteneva un rapporto di prestazione professionale o continuativo, la nuova normativa prevede che questi controlli siano effettuati anche per il titolare effettivo.

Inoltre, questa verifica dovrà essere effettuata il più velocemente possibile; di fatto nel momento in cui uno studio professionale acquisirà un nuovo cliente, lo studio stesso dovrà essere in grado di identificare immediatamente sia il cliente che il titolare effettivo. È prevista una proroga di 20 giorni per l’obbligo di verifica soltanto nei casi di valutazione a basso rischio, la quale però dovrebbe essere a sua volta effettuata in modo immediato.

Conseguentemente a questo nuovo compito, anche l’eventuale segnalazione di un sospetto di riciclaggio o finanziamento al terrorismo e dubbi sui dati raccolti per l’identificazione deve essere effettuata per entrambe le parti, cliente e titolare effettivo.

Infine l’obbligo di verifica dovrebbe entrare in vigore anche per ambiti al momento esenti, quali la redazione e la trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e l’amministrazione del personale.

Riuscire a rispettare dei regolamenti così complessi può dunque risultare difficile e impegnativo senza una buona organizzazione e una corretta formazione. Ma, per fortuna, società come Alavie sono pronte a mettere in campo dei veri professionisti del settore per aiutare commercialisti, studi professionali e tutte le figure coinvolte in materia di antiriciclaggio ad affrontare al meglio questa articolata normativa.

Alavie offre, infatti, un servizio di formazione e consulenza a 360°, che prevede, non solo la nomina di un Compliance Manager, ma anche la predisposizione delle procedure interne, la gestione di tutti gli adempimenti antiriciclaggio e l’affiancamento durante i controlli che vengono effettuati dalle autorità competenti.

Affidarsi ad Alavie significa essere sempre pronti ad affrontare i cambiamenti normativi con tempestività e scongiurare pesanti sanzioni; queste ultime, infatti, sono, nella maggior parte dei casi, figlie di una scarsa preparazione e conoscenza.

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