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Ancora crisi nera per i negozi,la proposta shock del PPI

Un fenomeno , quello della crisi nera dei negozi che non accenna a diminuire , centri commerciali, vendite on line stanno decimando le piccole attività , causando nuova disoccupazione e strade deserte . Lino Ricchiuti , presidente del movimento Popolo Partite Iva,  presenta una proposta da inserire nel decreto fiscale che possa essere di sostegno a migliaia di piccoli operatori commerciali e ad incentivare nuove aperture . Pubblichiamo per intero tale proposta  , raccolta dalla sua pagina social :

“Per fermare l’avanzare della desertificazione commerciale, che oltre a nuova disoccupazione porta degrado in moltissime strade della nostra penisola , occorre mettere in campo misure shock , mirate al sostegno delle attività di vicinato in maggiore difficoltà . In primis una PACE FISCALE TOMBALE per tutti coloro che hanno dichiarato, (ben diverso invece dal condono che sana anche chi non ha dichiarato) che metta fine alla persecuzione erariale dell’ultimo decennio ,  e senza la quale assisteremo al colpo di grazia per migliaia di piccole attività, con conseguenze sociali inimmaginabili . Altra misura importante è quella di estendere a tutte le tipologie il “TAX CREDIT” già introdotto dalla legge di bilancio del precedente Governo a favore delle librerie indipendenti: un credito di imposta tra i 10 e i 20mila euro, da utilizzare in compensazione per far fronte a oneri fiscali (Inps , Irpef,  Imu, Tasi, Tari) e al pagamento del canone di locazione di esercizio dell’attività, con l’unico requisito di cittadinanza italiana .
L’auspicio è che il governo in questa manovra faccia sua questa nostra proposta . La platea dei soggetti interessati sarebbe estesa rispetto alla attuale, ma l’aggravio sarebbe comunque relativo: se fosse diretto ai piccoli con un volume d’affari compreso fra i 45 mila euro e i 200 mila euro annui si tratterebbe di circa 260 mila operatori commerciali.
Il limite di spesa, per poter riconoscere un credito d’imposta analogo a quello accordato solo alle librerie dall’ultima legge di bilancio, si collocherebbe in poco meno di 450 milioni di euro annui , molto meno del costo che si avrebbe se chiudendo le loro attività si dovrebbe “soccorrergli” con il reddito di cittadinanza. Questo inoltre , potrebbe stimolare molti giovani , ora disoccupati e prossimi fruitori del reddito di cittadinanza , ad avviare una propria attività autonoma ed entrare nel circuito lavorativo con tutto il valore aggiunto che porterebbe all’indotto locale, anche alle attività con fatturato superiore .”


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  • […] “Per fermare l’avanzare della desertificazione commerciale, che oltre a nuova disoccupazione porta degrado in moltissime strade della nostra penisola , occorre mettere in campo misure shock , mirate al sostegno delle attività di vicinato in maggiore difficoltà . In primis una PACE FISCALE TOMBALE per tutti coloro che hanno dichiarato, (ben diverso invece dal condono che sana anche chi non ha dichiarato) che metta fine alla persecuzione erariale dell’ultimo decennio ,  e senza la quale assisteremo al colpo di grazia per migliaia di piccole attività, con conseguenze sociali inimmaginabili . Altra misura importante è quella di estendere a tutte le tipologie il “TAX CREDIT” già introdotto dalla legge di bilancio del precedente Governo a favore delle librerie indipendenti: un credito di imposta tra i 10 e i 20mila euro, da utilizzare in compensazione per far fronte a oneri fiscali (Inps , Irpef,  Imu, Tasi, Tari) e al pagamento del canone di locazione di esercizio dell’attività, con l’unico requisito di cittadinanza italiana . L’auspicio è che il governo in questa manovra faccia sua questa nostra proposta . La platea dei soggetti interessati sarebbe estesa rispetto alla attuale, ma l’aggravio sarebbe comunque relativo: se fosse diretto ai piccoli con un volume d’affari compreso fra i 45 mila euro e i 200 mila euro annui si tratterebbe di circa 260 mila operatori commerciali. Il limite di spesa, per poter riconoscere un credito d’imposta analogo a quello accordato solo alle librerie dall’ultima legge di bilancio, si collocherebbe in poco meno di 450 milioni di euro annui , molto meno del costo che si avrebbe se chiudendo le loro attività si dovrebbe “soccorrergli” con il reddito di cittadinanza. Questo inoltre , potrebbe stimolare molti giovani , ora disoccupati e prossimi fruitori del reddito di cittadinanza , ad avviare una propria attività autonoma ed entrare nel circuito lavorativo con tutto il valore aggiunto che porterebbe all’indotto locale, anche alle attività con fatturato superiore .” scenarieconomici.it […]

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