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Analisi di Sostenibilita’ dei DEBITI PUBBLICI dell’Italia, Germania, Francia, Spagna, UK, USA e Giappone

Perche’ la Spagna col 7o% di Debito Pubblico e’ sull’orlo del Fallimeno ed il Giappone col 230% paga interessi praticamente pari a ZERO ?
Perche’ l’Italia col 2% di avanzo primario paga il 6% di tassi e gli USA con un Deficit reale dell’11% pagano il 2% ?

Queste domande spesso rimbalzano in rete. Le risposte spesso sono parziali e considerano solo uno o due ragioni di spiegazione, per eventi che invece sono decisamente piu’ complessi.
Di seguito, ho provato, coi miei limiti, a dare ai Lettori, una serie di elementi (ovviamente non tutti) per leggere i Debiti Pubblici dei paesi, alla luce di tutta una serie di altri parametri.
L’analisi e’ tabellare, ma di facile lettura.

In estrema sintesi, il Debito Pubblico di una nazione, va visto guardando anche i seguenti parametri, oltre al PIL ovviamente, che costituisce il denominatore del Debito stesso:

a) I Parametri di Base che ne tracciano l’evoluzione: il Deficit Pubblico e l’avanzo primario. Infatti, una nazione ad elevato Debito, ma con un solido Avanzo Primario e deficit tendente a zero, e’ presumibile che avra’ nel tempo un rientro dell’ammontare del Debito, mentre una nazione a Debito medio, con enorme Deficit, presto accumulera’ un’enorme Debito. Come da tabella sottostante l’Italia e la Germania hanno una situazione nettamente migliore delle altre 5 nazioni analizzate, e generalmente, da questo punto di vista Giappone e USA hanno situazioni peggiori su tale fronte rispetto all’Unione Europea. Curioso che la crisi interessi l’Europa e regali tassi vicini allo zero a nazioni con conti pubblici a deficit galoppanti.

b) I Parametri che definiscono la qualita’ del Debito Pubblico: la quota di debito da rinnovare, la vita media residua dei Titoli e la quota di Titoli in mano a non residenti. Guardando ai dati in tabella ci si rende conto che il Giappone ha un’enorme debito in mano Giapponese e non si preoccupa del fatto che larga parte sia in scadenza (il Giappone puo’ permetterselo, visto l’enorme PNE accumulato in decenni di saldi delle partite correnti positivi, che altro non e’ che risparmio privato eccedente ); gli USA stessi, nel corso degli ultimi 4 anni hanno ridotto fortemente la quota di Debito a stelle e strisce in mano estera (grazie anche a QE mastodontici); preoccupa il grosso quantitativo di Debito Italiano in scadenza, anche se per ora le enormi emissioni hanno visto compratori (specie nelle banche italiane finanziate dalla BCE, come in Spagna tra l’altro); dando un’occhio a questi parametri, ed incrociandoli, si noto l’enorme interdipendenza tra i vari paesi europei, e si intravede l’enorme massa di Titoli USA che stanno innondando i mercati a tassi stracciati.

c) Parametri di Tenuta di Sistema: Debiti privati, esteri e complessivi. Sono parametri importanti, che definiscono l’interdipendenza di un paese (non solo dello Stato, ma anche dei privati) col sistema bancario e con l’estero. Se ben guardate, paesi come Italia e Germania hanno situazioni assai piu’ sotto controllo e meno preoccupanti di Spagna, UK e Francia, che hanno sistemi privati e finanziari decisamente piu’ indebitati (rammentiamo che spesso debiti privati o bancari diventano debiti pubblici). Europa, Giappone ed USA hanno situazioni simili riguardo ai debiti di Famiglie ed imprese industriali, mentre spicca il fatto che le componenti di Debito Estero in Europa sono decisamente maggiori,  a causa della forte interdipendenza debitoria tra nazioni.

d) Parametri di forza del Sistama Paese: Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti e Posizione Netta verso l’Estero. Sono 2 parametri essenziali, e descrivono il nascere di squilibri che possono generare crisi rovinose. Il protarsi di Bilancie dei Pagamenti in attivo o passivo, genera negli anni enormi attivi o passivi della Posizione Netta verso l’Estero di una nazione, e quindi genera la necessita’ di acquisire o prestare enormi quantita’ di denaro da una nazione all’altra. La stessa crisi dell’Euro-Zona, a differenza di quanto si pensi, non e’ stata generata solo dai conti pubblici, ma anche da enormi squilibri nei sistemi privati, e quindi dei PNE, generati dalla svalutazione de-facto della Germania (che deprimendo il costo del lavoro e’ come se avesse di fatto “svalutato”, e quindi s’e’ presa fette intere di Produzione delle altre nazioni Europee, e le ha finanziate con gli enormi surplus accumulati; tali nazioni altro non cercavano che denaro a buon mercato per finanziare la cuccagna e le bolle sono esplose; oggi, gli enormi deflussi di investimenti, di fatto tengono alto il livello della crisi). Un PNE fortemente attivo e’ garanzia per il futuro, ma impone ad una nazione la necessita’ di trovare mercati e settori all’estero ove prestare ed investire; un PNE fortemente negativo, segnala una fortissima dipendenza dall’estero del sistema paese. Dalla tabella si deduce la situazione eccellente di Germania e Giappone (il PNE tedesco e’ comunque stato creato in tali dimensioni proprio nell’era Euro) e quella letteralmente disastrosa della Spagna (che ha PNE analogo a Grecia e Portogallo) che segnala un’economia reale debolissima e stra-indebitata. L’Italia ha un PNE negativo, che e’ 1/4 di quello Spagnolo (ed e’ stato generato integralmente negli anni dell’Euro).

e) Indicatori di sostenibilita’ (S2, FMI, Debito implicito): sono indicatori calcolati da vari soggetti che segnalano in buona sostanza l’andamento del Debito a misure invariate, o la necessita’ di manovre economiche (depressive) per raggiungere un certo obiettivo; sono parametri che considerano la demografia, le spese pensionistiche e quant’altro (vedere definizioni in tabella). Italia e Germania hanno le situazioni maggiormente sostenibili, e tutti gli indicatori sono concordi in cio’. Decisamente preoccupanti le situazioni di Francia, Spagna e UK. Letteralmente disastrose quelle di USA e Giappone, che segnalano che prima o poi qualcosa accadra’ su scala mondiale.

f) Fattori correttivi del Debito Pubblico: qui abbiamo evidenziato la Cassa e le Riserve delle varie nazioni, nonche le Passivita’ certe o probabili. Abbiamo gia’ scritto articoli su cio’ e non mi ci soffermo. Notate la cassa enorme del Giappone (che e’ poi una delle ragioni per cui sostiene un debito immenso), e quelle straordinariamente leggere di Spagna e Francia.

g) Peso delle Amministrazioni Pubbliche: Entrate ed Uscite. Sono parametri importanti, perche’ danno la misura della possibilita’ d’azione dei governi sul fronte di entrate ed uscite. Per dire, la Francia ha oltre il 50% di Entrate fiscali e Spese al 55%, ed e’ ovvio che quando interverra’ dovra’ razionalmente farlo sulla riduzione delle Spese (Hollande pero’ non s’e’ troppo accorto del peso mastodontico dello Stato). Notate bene Spagna, UK ed USA che hanno livelli di Spesa Pubblica al netto degli interessi non troppo diversa dall’Italia e Germania, ma Entrate fiscali fortemente minori (e quindi enormi deficit).

h) Altri indicatori: ho elencato una serie di indicatori e messo valutazioni qualitative. Ce ne sono pure altri (nel sistema bancario per esempio). Sono comunque parametri importanti, e spesso decisivi, che aiutano nella lettura dei Debiti Pubblici. In questi parametri, vedete la situazione spiacevole di Spagna ed Italia e quella migliore di Germania, Giappone ed USA.

analisi1 debito pubblico Analisi di Sostenibilita dei DEBITI PUBBLICI dellItalia, Germania, Francia, Spagna, UK, USA e Giappone

ANALISI DI SOSTENIBILITA’ DEI DEBITI PUBBLICI: LA POSSIBILITA’ DI CRISI DI LIQUIDITA’ A BREVE E MEDIO TERMINE (E DEFAULT) E LA SOSTENIBILITA’ A LUNGO TERMINE. 

Ho voluto fare delle analisi, analizzando fondamentalmente 2 casistiche:

a) La Possibilita’ di una crisi di Liguidita’ e Default sul breve e medio periodo

b) La sostenibilita’ dei Debiti sul Medio e Lungo Termine

Nella tabella troverete i dettagli dei ragionamenti svolti.

Analisi2 debito pubblico Analisi di Sostenibilita dei DEBITI PUBBLICI dellItalia, Germania, Francia, Spagna, UK, USA e Giappone

a) La Possibilita’ di una crisi di Liguidita’ e Default sul breve e medio periodo

I risultati sono quelli noti e che vediamo ogni giorno: Italia e Spagna sono le nazioni a rischio Default piu’ concreto, le altre nazioni europee sono contagiabili, USA e soprattutto Giappone sono abbastanza al riparo da Rischi (i motivi li abbiamo esposti sopra e ribaditi nella tabella).
Per l’Italia giocano a sfavore: l’enorme Debito accumulato, la forte necessita’ di ricorrere ai mercati per piazzare titoli, le classi politiche e dirigenti del paese inaffidabili, ed un livello di tassazione che non consente nel futuro di operare razionalmente su tale fronte per recepire altre riforme.
A mio avviso, comunque, la situazione Spagnola e’ piu’ insidiosa, per una serie di ragioni: il sistema Paese e’ enormemente piu’ debole, e cio’ ha riscontro in un’infinita’ di parametri (debiti sistema privato notevoli, conto corrente della bilancia dei pagamenti cronicamente negativo, PNE con un buco colossale, forza industriale modesta,  deficit pubblico notevole, disoccupazione enorme). La recente manovra di Rajoy, a differenza di quanto ho letto sui media, aveva una componente robusta di nuova tassazione (il 55%) e l’introduzione dell’aumento epocale di ben il 3% dell’IVA a Gennaio creera’ una spinta depressiva ulteriore in una nazione che ha un’economia privata e bancaria in stato decisamente precario.

b) La sostenibilita’ dei Debiti sul Medio e Lungo Termine

I risultati sono fortemente differenti da quelli delle analisi svolte sul breve termine e dalla situazione che oggi e’ riflessa dai mercati.
La Germania e’ la nazione attualmente col Debito pubblico maggiormente sostenibile, ed ancora una volta, la sola minaccia che puo’ avere e’ essere coivolta in un disastro generalizzato dell’Europa, salvando Banche e Nazioni. La Germania ha ampie Riserve, Cassa e dispobibilita’ private, che renderebbero probabilmente possibile alla Germania di sopravvivere anche nel caso peggiore. Appare comunque evidente, che la Germania ha un destino strettamente connesso ai vicini, e che ogni politica volta a rafforzarsi ha come esito l’indebilimento dei vicini, e quindi alla lunga gli si ripequote contro. Il piu’ grosso “buco nero” di fronte alla Germania, a parte il destino dei vicini, e’ l’evoluzione demografica del Paese che e’ la peggiore del mondo.
L’Italia ha una situazione seconda solo alla Germania. Questo non significa che l’Italia evolvera’ in meglio, ma semplicemente che le altre nazioni avranno tendenzialmente situazioni maggiormente degenerative. Il cospiquo Attivo Primario, una certa solidita’ del sistema Paese, la riforma delle Pensioni (Dini-Tremonti-Fornero col sistema contributivo) garantiscono un sistema meno insostenibile di altri, che dovranno intervenire (e di conseguanza vedranno impatti sul PIL in futuro). Il pericolo e’ di perdere ancora una volta il treno, ed evitare di fare una serie di cose necessarie (dismissioni straordinarie, riforme, riduzione spese e tasse, etc). E’ fondamentale per l’Italia preservare l’economia produttiva ed invertire la tendenza sulla bilancia delle partite Correnti e sulla dinamica del PNE.

Le situazioni di Francia ed UK hanno similitudini, e sono preoccupanti. Ambedue queste nazioni hanno conti pubblici e bilancie correnti non sostenibili nel tempo e vivono al di sopra delle loro possibilita’. Saranno necessari correttivi forti, del tutto inutili se la Germania non fara’ politiche che consentano di rinunciare ad una quota del suo mastodondico attivo della bilancia dei pagamenti. La situazione Spagnola, e’ ancora piu’ insostenibile nel Medio-Lungo periodo (ne abbiamo ampiamente discusso e vi invito a leggere i dati in tabella).

Interessanti le situazioni di USA e Giappone, che si troveranno di fronte nel medio-lungo termine a situazioni a mio vedere praticamente senza via d’uscita convenzionali. Le dinamiche dei conti pubblici sono semplicemente insostenibili e porteranno ad inevitabili Default (o a qualcosa che ci assomiglia), visto che le correzioni necessarie per non far degenerare i debiti sarebbero dell’ordine dei 15-20% sul PIL (cosa che provocherebbe un tracollo epocale dello standard di vita e dell’economia di quelle nazioni e del mondo).

Ambedue queste nazioni hanno oggi ARMI efficienti: l’industria manifatturiera ed enormi risparmi in Sol Levante, il controllo della Moneta, della Finanza e Militare gli USA. Sono comunque armi che non sono sufficienti a frenare alcune dinamiche in corso e che abbiamo descitto: i Debiti hanno andamenti incontrollabili nel tempo. Inevitabile una politica a Tassi zero per qualche anno (se no gli interessi che dovrebbero pagare queste nazioni sarebbero insostenibili). Arrivera’ comunque il momento di pagare il conto, e bisognera’ capire chi ed in che misura paghera’, oltre alle popolazioni di USA e Giappone.

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Articolo pubblicato il 4 Settembre e riproposto in reload il 15 settembre su Rischio Calcolato

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