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“Alcune considerazioni sul primo mese del sessantacinquesimo Governo della Repubblica Italiana“ di Raffaele SALOMONE MEGNA

Il Governo Conte ha ottenuto la fiducia alla Camera solamente  il giorno 5 giugno 2018 ed il giorno successivo al Senato, eppure sembra trascorso molto più tempo  dal suo insediamento, tanti   e incalzanti gli avvenimenti che si sono succeduti in questi giorni.

Tuttavia, ancorché prematuro un qualsiasi giudizio definitivo, qualche prima considerazione può essere fatta.

Inevitabile partire dalla sua contrastata formazione, inizialmente da parte del Presidente della Repubblica  e quindi  dalle solite  lobbies europee.

Ci preme sottolineare innanzitutto che  il sistema elettorale proporzionale ha dimostrato tutta la sua bontà, quel sistema che una volta era chiamato  votazione “capitaria”, vale a dire una testa, un voto.

Infatti, il proporzionale, anche se in parte integrato con una quota maggioritaria del 30%, come prevede la legge Rosato attualmente vigente, porta  al Governo le istanze della maggioranza degli elettori.

Pertanto, necessariamente i partiti usciti vincitori dalla consultazione elettorale devono trovare gli elementi di comunione e non i punti di divisione, al fine di mettersi insieme ed operare nell’interesse del paese.

Ed il sistema proporzionale  può garantire anche la “governabilità” tanto cara ai mercati, benché in Costituzione non è certo scritto che i Governi debbano necessariamente durare quanto una legislatura.

Per contro, il sistema maggioritario è il Governo della minoranza più forte.

Questo determina, in presenza di una crescente astensione dal voto, tendenza che ormai interessa anche il nostro paese, che una quota  del 20% degli elettori potrebbe  controllare, con un abnorme  premio di maggioranza ( vedi l’incostituzionale Porcellum ) l’intera nazione  e determinare, per usare le parole della Corte Costituzionale,  “una oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica”.

Per fortuna, ormai il Porcellum appartiene al passato.

Il proporzionale puro sarebbe l’optimum, ma in ogni caso la nuova legge elettorale fortemente proporzionale, pensata per ostacolare il Movimento Cinque Stelle, ha causato  invece il tramonto dei due partiti a più forte vocazione maggioritaria, il Partito Democratico e Forza Italia, circostanza che si può   definire vichianamente una vera e propria  “eterogenesi dei fini”.

Altro aspetto qualitativamente positivo  è che il Governo Conte ha costretto  i nostri malmostosi compagni europei a gettare la maschera ed a manifestarsi per quello che sono: lupi famelici e non alleati corretti; Dio ci scansi e liberi da loro!

Abituati ad italici rappresentanti dediti più alla proscinesi ed alla attuazione pedissequa di tutti i desiderata d’ Oltralpe che non alla difesa degli interessi patrii, questi sedicenti compagni di viaggi, che praticano una solidarietà esclusivamente verbale, hanno palesato dapprima un malcelato  fastidio e poi un vero e proprio odio per gli italiani che  hanno votato per i “populisti” che intendono discutere i loro dictat.

Sarebbe stato molto più gradito a Bruxelles se i suffragi degli italiani  fossero andati al   nobile e tanto garbato Paolo Gentiloni Silveri, conte di Filottrano, Cingoli e Macerata del P.D.  o alla tenera e immarcescibile Emma Bonino , eletta per la prima volta al Parlamento italiano nel lontano 1976, leader di un partito ectoplastico “ Più Europa”, di cui ora non esiste più traccia.

Hanno anche usato il solito armamentario di ricatti e pressioni, ormai noti sin dal 2011.

Prima lo spread sui titoli di stato italiani non comprati più improvvisamente dalla BCE, poi è ripartita la migrazione biblica verso le nostre coste facilitata dalle navi delle ONG , quindi la Magistratura ha cominciato ad indagare, con strano tempismo, sul Movimento cinque Stelle e sulla Lega.

Ormai a Macron ed alla Merkel non resta che invocare sull’Italia l’invasione delle locuste e la morte dei primogeniti maschi, dopo di che il quadro è completo.

Ma il Governo è stato tetragono ed indefettibile su di un principio: le disposizioni europee si accettano solamente se fanno gli interessi dell’Italia, altrimenti “ciccia”.

Questo oggi ci sembra straordinario ma un tempo era invece la normalità.

Alcuni dicono che il Governo non ancora prodotto nulla, che non ha emanato alcun provvedimento e che quindi la sua azione è stata sterile.

Forse sarà anche vero quantitativamente, ma qualitativamente in poco meno di un mese questo governo ha fatto moltissimo, perché ha squarciato quel velo di buonismo e di ipocrisia che avvolgeva le istituzioni europee , facendo vedere al popolo italiano ed al mondo intero quello che veramente sono: scrupolosi guardiani degli interessi economici di pochi e non certo custodi del bene comune.

A proposito di quantità della produzione legislativa, ma perché mai  nessuno si ricorda da quali fulgide menti sia stato partorito il tanto vituperato  accordo di Dublino che si è rilevato un sesquipedale errore?

E’ stato  firmato nel 2013 dal Governo di Enrico Letta, quando erano ministro degli interni Angelino Alfano e  ministro degli esteri Emma Bonino,  i quali così sancirono  il principio di “responsabilità permanente del paese di primo approdo dei migranti” e, non sufficienti paghi del disastro compiuto,  definirono l’accordo   “una pietra miliare” europea.

Enrico Letta oggi si trova alla corte di Macron ed insegna alla scuola  di Affari internazionali dell’Università di Parigi, tenendo conferenze  sui populismi europei.

More geometrico demonstrata!!!

Raffale SALOMONE MEGNA

 


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