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Afghanistan, il nuovo Vietnam degli USA

Quella che vedete qui sopra è la famosa foto delle ultime evacuazioni dall’ambasciata USA prima della caduta di Saigon. Una foto emblematica del fallimento di una campagna militare durata quasi 25 anni nel sud est asiatico e terminata con una clamoroso sconfitta.

 

 

Quella che vedete qui è la famosa base aerea americana di Bagram, abbandonata nella notte dagli USA e quindi saccheggiata dagli afgani. Anche questa immagine resterà alla storia come quella di una sconfitta dopo un conflitto ultra ventennale.

Intanto centinaia di soldati regolari,  o semi regolari, afgani fugge in Tajikistan per salvare la pelle, affermando che “Combattere i talebani è stato suicida”. Possiamo credere a questa notizia anche perché proviene dalla radio delle forze armate USA, Radio Free Europe.

Il fatto è semplice: gli USA hanno perso la guerra in Afganistan ed è solo questione di tempo prima di vedere un elicottero strapieno partire dall’Ambasciata USA con gli ultimi uomini a bordo, la stessa ambasciata che ora ha una guardia strabordante di oltre 600 soldati. Del resto i talebani affermani di controllare già 85% del paese e completamente il confine con l’Iran: quanto ci vorrà per il restante 15%?

Nel giorno del ritiro Biden ha fatto il suo peggior discorso e siamo solo agli inizi del mandato, e lo ha detto la CNN, il media cagnolino dei democratici. Infatti:

  • ha affermato di essere stato vincolato dalla decisione di Trump, il che è falso, dato che la nuova amministrazione, come con il JPCOA con l’Iran, può cambiare tutto;
  • ha affermato che “Non si può lasciare le truppe per sempre in un paese straniero”, quando ci sono 23 mila soldati in Corea del Sud dal 1949 e  decine di migliaia in Italia dal 1945;
  • la portavoce Psaki ha perfino scaricato la colpa sui militari, affermando che quella che è mancata è stata una “Vittoria militare”. Come se i politici avessero fatto molto

In Afganistan si sono scornati gli inglesi, che però, alla fine, sono riusciti ad avere qualche successo, i sovietico-russi, ed ora gli americani. I prossimi saranno i cinesi, anche perchè l’Aghanistan radicale sarà un’attrazione irresistibile per i musulmani dello Xinjiang. I pachistani si sono già rigirati in funzione filo cinese e la penetrazione di Pechino è già iniziata. Senza americani di mezzo lo scontro sarà diretto.

 

 

 

 


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