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#80eurorenzi – Accattatevillo! Tra 24000 e 26000 euro di Imponibile, l’aliquota marginale complessiva e’ del 70%

La mitica manovra degli 80 euro, produce anche dei disastri, che ora vi spiegheremo. Nella foga di fare tale provvedimento, il governo, per minimizzare gli esborsi, ha fatto crollare il beneficio per i redditi poco sopra i 24.000 euro. Leggete un po’ la Relazione di Banca d’Italia dove si parla degli effetti sul 2014:

La riduzione del cuneo fiscale riguarda i lavoratori dipendenti e assimilati con un’imposta lorda superiore alla detrazione da lavoro, indipendentemente dalla struttura familiare. Restano pertanto esclusi i lavoratori con un reddito lordo (imponibile ai fini Irpef) inferiore a circa 8.100 euro. Per un lavoratore dipendente con un reddito compreso tra gli 8.100 e i 24.000 euro l’anno il beneficio complessivo è pari a 640 euro netti (rapportati al periodo di lavoro svolto nell’anno);esso decresce poi rapidamente all’aumentare del reddito e si annulla a 26.000 euro: un lavoratore dipendente con una retribuzione lorda pari a quella media di contabilità nazionale (stimabile in quasi 30.000 euro nel 2014) ne rimane quindi escluso. Si può valutare che per un lavoratore con una retribuzione pari a due terzi della media sopra indicata il beneficio riduca il cuneo fiscal complessivo dell’anno in corso (inclusivo di IRAP) di 2,4 punti percentuali del costo del lavoro, al 42,0 per cento nel caso di assenza di carichi familiari. La flessione dovrebbe, a parità di altre condizioni, ridurre di oltre un terzo il divario rispetto alla media degli altri paesi dell’area dell’euro considerate dall’OCSE. La riduzione dell’aliquota media effettiva è rilevante; raggiunge un massimo di quasi 8 punti per redditi imponibili appena superiori a 8.000 euro (dove lo sgravio diventa un trasferimento monetario e l’aliquota media effettiva risulta negativa). Per redditi compresi tra 24.000 e 26.000euro, il rapido calo del beneficio determina però un forte aumento delle aliquote marginali effettive, con effetti potenzialmente distorsivi sull’offerta di ore di lavoro aggiuntive.

 

Qui trovate il grafico con le aliquote medie e marginali effettive, precedenti e nuove post provvedimento 80 euro di Renzi.

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In sintesi, sui lavoratori dipendenti, con redditi con imponibile IRPEF, gravera’ un’aliquota marginale fiscale e contributiva dell’ordine del 70% (sommando all’IRPEF, le aliquote contributive e le addizionali Irpef locali), qualcosa che non paga neppure un nababbo con 10 milioni di reddito annuo.

Cio’, come correttamente dice Banca d’Italia, avra’ effetti potenzialmente distorsivi sull’offerta di ore di lavoro aggiuntive.

Traducendo, i lavoratori con Reddito da Lavoro Dipendente con imponibili IRPEF vicini a 24.000 euro, saranno completamente disincentivati a rendersi disponibili per lavoro straordinario (visto che tali prestazioni finiranno quasi completamente in tasse), e saranno disincentivati e demotivati dal prendere premi o piccoli aumenti (che finiranno ancora una volta quasi integralmente in tasse, e contestualmente produrranno un aumento del reddito nominale che puo’ incidere su alcuni benefici, quali aliquote scolastiche, etc.).

…. un capolavoro….

 

GPG

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