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“50 SFUMATURE DI BCE” Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale

 

 “Utilise-moi pendant le temps qui te convient et convient à ton action et à ton casting.”

“Usami, per il tempo che desideri e come conviene alla tua azione ed ai tuoi obiettivi”

Questa frase fu dedicata da Christine Lagarde a Nicolas Sarkozy,  con queste parole da amante dedita e servile verso il suo padrone, degni di “50 sfumature di grigio” più che di una corrispondenza fra Primo ministro (Sarkò) e ex ministro dell’economia (Lagarde). Se volete leggervi l’intera, breve , missiva potete trovarla su Le Monde.

Christine Lagarde, ex ministro di Sarò, capo del Fondo Monetario Internazionale, passa quindi ora ad essere il futuro presidente del Board della BCE. Dal punto di vista della politica monetaria meglio lei che Weidmann o Liikanen, gente che vede le politiche espansive come un dito in un occhio. Lei almeno non è un’economista ordoliberista, ma semplicemente una empirica, anche se senza nessuna conoscenza specifica del settore bancario o creditizio, se non per aver fatto dei pasticcetti.

Questi pasticcetti l’hanno portata, nel 2016, molto vicina ad una condanna che le è stata evitata, udite udite, solo per salvaguardare la sua “Reputazione internazionale” e le sue battaglie contro la “Crisi finanziaria internazionale” e questo la dice lunga sugli strettissimi legami fra politica e giustizia in  Francia. Cosa aveva fatto la Lagarde? L’affare è quello Tapie-Credit Lyonnaise, banca in quel momento in amministrazione controllata e garantita da soldi pubblici. Per farla breve (Storia completa qui), in una causa che vedeva l’imprenditore marsigliese opposto all’istituto di credito per un valore di 360 milioni, lei e Sarkò decise che invece di un tribunale ordinaria ci si dovesse avvalere di una corte arbitrale che, sottoposta a forti pressioni, decise a favore di Tapie con un pagamento di 405 milioni, di cui 45 di danni morali, che vennero oggettivamente pagati dai contribuenti francesi. L’amministrazione controllata, sotto responsabilità della Lagarde, evitò perfino di fare ricorso, salvo che poi, decaduto Sarkò , tutte le decisioni furono sottoposte a revisione e la Lagarde fu condannata per negligenza, e proprio durante questa inchiesta fu trovata a casa sua la compromettente lettera, quasi d’amore.  Un bel biglietto da visita per chi dovrà guidare una delle principali banche centrali mondiali.

Questo per quanto riguarda i trascorsi della neo presidente al Fondo Monetario Internazionale facciamo due nomi: Grecia ed Argentina.

Sulla Grecia  la francese partì con una spietatezza che neanche Schaeuble ha mai mostrato. In un’intervista al Guardian disse che “Per i Greci è giunto il tempo di pagare e che se i bambini greci soffrivano (e magari morivano….) la colpa doveva ricadere sui genitori che non avevano pagato, affermando che non le facevano pietà. A questa spietatezza si aggiunse l’imposizione di un’assurda politica di rigore che causò dei disastri economici ben evidenti e che condusse ad una forte contrazione del PIL ed ad una caduta delel entrate. Ci vollero ben 4 anni, e giungiamo al 2016, prima che la Lagarde ammettesse che si erano sbagliati, che le politiche di austerità erano state eccessive , anzi che quella politica non era del FMI, ma della Troika, scaricando la responsabilità su BCE e sulla Commissione. Intanto i famosi 700 bambini greci di Fubini erano già morti.

FMI e UE strizzano la Grecia

 

Quindi c’è l’attuale e magnifico caso dell’Argentina del governo Macrì, costretta a chiedere un prestito per ripagare il debito estero in valuta, obbligata ad applicare le solite spietate norme di austerità , di taglio delle remunerazioni nel settore pubblico, di taglio degli aiuti ai settori meno abbienti, con il risultato di un calo del PIL dal +1,5 del 2017 al -5,8 del primo trimestre 2019, un debito passato dal 56 al 86% del PIL ed una disoccupazione cresciuta di oltre un punto. Un bel successo per una politica che doveva essere pro crescita e pro contenimento del debito….

FMI con Grecia ed Argentina

“Sono ancora io”

Insomma la presidenza della BCE si avvia sulle migliori premesse… per chi ha come obiettivo l’uscita o la rottura dell’euro. Per perfezionare l’operazione deve solo fare un po’ di politica restrittiva e proseguire con l’attuale politica di discriminazione fra banche del nord e del sud. Aggiungiamo un po’ di segregazione del Target 2 e la ricetta  per la fine dell’euro è servita.

 

 


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