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340 mila accertamenti in arrivo per le partite IVA. L’agenzia delle entrate ha preso la strada sbagliata

 

L ‘Agenzia delle entrate ha annunciato il suo obiettivo di accertamento per il periodo 2021-2023. I lavoratori autonomi e le partite IVA di piccole dimensioni saranno colpite da una specie di marea di accertamenti, il tutto quando si sentiranno maggiormente gli effetti della crisi economica. Dal “Piano di performance 2021-23” è previsto che siano effettuati 340 mila accertamenti, oltre 100 mila all’anno. Una bella spazzolata per aziende che vivono spesso già al limite delle proprie possibilità e che quasi conducono un’attività di carattere sociale.

Questi dati sono contenuti nel “Piano di performance” perchè alla fine gli accertamenti sono performance, da compiere in modo efficiente, un po’ come si producono i proiettili affinchè abbiano un rapporto prezzo qualità quanto mai basso. I quest’ottica il 26% del tempo del tempo dei dipendenti dell’Agenzia sarà dedicato al contrasto, mentre solo poco più del 2,5% all’incasso delle rendite erariali, per cui alla fine le somme neanche saranno incassate. . Sapete quanto tempo è dedicato ad aiutare il contribuente ? L’1,34%. perchè è più facile reprimere che aiutare l’adempimento.  Oltre il 7% del tempo è previsto sia dedicato a contrastare i ricorsi, il che fa anche attendere un’ondata di accertamento non proprio giuridicamente perfetti.

Le entrate complessive che l’Agenzia delle entrate si pone come obiettivo dalle attività di contrasto all’evasione fiscale sono stimate in 14,04 miliardi di euro per l’anno in corso per passare poi a 15,36 miliardi per il 2022 e a 15,32 miliardi per il 2023. Ottimo, ma da chi? Se queste cifre devono essere recuperate dai piccoli contribuenti sarà più facile far gettare il sangue ai sassi che incassarli. Magari gli uffici compieranno degli accertamenti milionari, che porteranno a casa il nulla.

Bisogna cambiare veramente passo, in un momento in cui la PMI e la partita IVA svolgono un funzione sociale, tenendo duro ed evitando che tutti si rivolgano al reddito di cittadinanza o alle altre forme di supporto sociale. Bisogna , prima di tutto:

  • moltiplicare i tempi di assistenza dedicati alle PMI, con risparmio quindi in consulenze esterne da parte del consumatore ed un aumento di fiducia nello Stato;
  • fissare obiettivi di recupero, sulla PMI, bassi, estremamente bassi. Fissare obiettivi d’incasso di accertamento è già una forzatura al limite dell’accettabile, farlo su chi ha risorse limitate è socialmente inaccettabile oltre che illogico. Tranne che si voglia creare una situazione  economicamente e socialmente esplosiva;
  • concentrare l’attività su cui, sfruttando schermi esterovestiti, cioè portando le sedi in Lussemburgo o Paesi Bassi. Sono 65 mila le società con sede in Lussemburgo, spesso solo caselle postali, che manovrano 6800 miliardi di  attività gestite, che generano enormi flussi di utili che non sono altro che risorse tolte alla fiscalità di altre nazioni.

Auguriamoci che il nuovo governo non si comporti come quelli con il PD degli ultimi 30 anni. Le partite IVA sono una enorme risorsa da esaltare, non da uccidere con Fisco.


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