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Difesa

3000 militari USA sono ormai nel Mar Rosso in funzione anti-iraniana

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Due navi da guerra americane, con oltre 3.000 militari statunitensi appena dispiegati, sono entrate nel Mar Rosso, come confermato lunedì da nuove dichiarazioni, nell’ambito degli sforzi del Pentagono per contrastare i sequestri iraniani di navi internazionali nelle acque regionali.

La Quinta Flotta statunitense ha annunciato lunedì che le navi sono transitate dal Canale di Suez con il nuovo dispiegamento di marinai e marines. Il comando con sede in Bahrein ha dichiarato che le navi da guerra USS Bataan e USS Carter Hall forniscono “maggiore flessibilità e capacità marittima” nel garantire la sicurezza della navigazione globale nell’area di operazioni del Golfo e del Medio Oriente.

Il comunicato afferma inoltre che le nuove truppe e navi da guerra cercheranno di “scoraggiare le attività destabilizzanti e di attenuare le tensioni regionali causate dalle molestie e dai sequestri di navi mercantili da parte dell’Iran”. Entrambe le navi da guerra statunitensi sono di tipo anfibio con capacità di dispiegamento rapido di Marines, elicotteri e altri mezzi.

L’annuncio arriva dopo che il Pentagono ha calcolato che negli ultimi due anni oltre 20 petroliere battenti bandiera internazionale sono state sequestrate o molestate dall’esercito iraniano, in particolare nel vitale Stretto di Hormuz.

La scorsa settimana il Pentagono ha annunciato un piano non convenzionale e controverso per “schierare una forza di sicurezza composta da Marines a bordo delle petroliere commerciali che transitano attraverso e vicino allo Stretto di Hormuz, per formare un ulteriore livello di difesa per queste navi”, secondo il portavoce della Quinta Flotta Tim Hawkins.

Ma ci sono questioni legali e ostacoli a questa proposta, che secondo quanto riferito è ancora in fase di elaborazione, dato che i Marines statunitensi avrebbero a che fare con diverse navi straniere e presumibilmente alcune non darebbero il permesso di salire a bordo. Inoltre, non è chiaro se i Marines fornirebbero dettagli di sicurezza solo alle petroliere battenti bandiera statunitense o anche ad altri stretti alleati occidentali, come le navi battenti bandiera britannica.

Mettere i militari sulle navi civili è una solzuione pericolosa, come l’Italia ha imparato sulla propria pelle in India, e sarebbe molto meglio favorire e finanziare contractor privati per la sicurezza di navi civili, come si è fatto contro la pirateria nell’Oceano Indiano .

L’Iran è pronto

In risposta ai recenti annunci degli Stati Uniti, che hanno anticipato l’invio di forze aggiuntive nella regione, Teheran ha lanciato la scorsa settimana esercitazioni navali a sorpresa per mostrare le capaicità delle proprie forze armate.

Giovedì scorso, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha avviato esercitazioni nelle isole del Golfo Persico di Abu Musa, Naze’at, Tunb maggiore e Tunb minore.

Lo scopo era quello di “mostrare la forza della Marina dell’IRGC e la preparazione al combattimento e alla difesa per proteggere la sicurezza del Golfo Persico e delle isole iraniane”, secondo i media statali iraniani.

Ora arrivano i Marines: cosa impedirà uno scontro su una nave petroleira?


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