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Zonin condannato a 6 anni e 6 mesi per il crack di BPVI. Soddisfazione degli ex azionisti

 

Alla fine un risultato è stato raggiunto: Gianni Zonin, l’ex potentissimo presidente della Banca Popolare di Vicenza è stato condannato a sei anni e sei mesi per il crack dell’istituto, Il tribunale ha commiato  6 anni e 3 mesi all’ex vicedirettore generale Emanuele Giustini, 6 anni altri due vice dg Paolo Marin e Andrea Piazzetta. Assolti   l’ex consigliere Giuseppe Zigliotto e l’ex dirigente Massimiliano Pellegrini, perché il fatto non costituisce reato.

Dopo 5 anni si conclude la prima parte della vicenda penale della BPVI, liquidata nel 2017 ed assorbita, con i soldi pubblici, da Intesa, lasciando gli azionisti con un pugno di mosche. Si tratta solo della prima parte perché ci saranno sicuramente ricorsi, vista la durezza della condanna e perché manca la posizione del DG Sorato, stralciata.

Una soddisfazione relativa per la giustizia, a cui non si accompagna però una soddisfazione pecuniaria per gli azionisti. Zonin si è liberato da tempo di ogni bene personale, dato che la nota azienda vinicola è ora intestata ai figli, ed il FIR, che avrebbe dovuto rimborsare gli azionisti, latita.

Comunque ecco a voi le parole di Luigi Ugone, presidente di Noi che Credevamo nella BPVI e Veneto Banca:


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