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WWIII: la guerra in Yemen continua

yemen houthi

Torniamo ad occuparci dello Yemen, dopo averne parlato nell’articolo Medio Oriente in guerra totale. L’Operazione Battaglia Decisiva (mai nome più appropriato) guidata dall’Arabia Saudita, continua con bombardamenti quotidiani contro i ribelli sciiti Houthi, ma attualmente i risultati ottenuti sono davvero pochi e i ribelli hanno guadagnato ulteriore territorio e controllano Bab el-Mandeb e gran parte della città di Aden, come vediamo in questa mappa:

mappa guerra yemen

Ma nelle ultime ore giungono delle notizie dal fronte che possono ulteriormente cambiare la situazione: da una parte sono arrivate nei pressi delle acque yemenite due navi da guerra iraniane con lo scopo probabile di consentire l’evacuazione dei propri cittadini, cosa però impossibile dato che le navi da guerra egiziane e saudite non consentirebbero l’entrata di queste navi nelle acque dello Yemen, quindi esiste un forte rischio di scontro. Altra notizia recentissima è la controffensiva degli Houthi sul confine settentrionale contro le guardie di confine saudite che avrebbero sofferto dai sei ai diciotto morti e sarebbero state costrette alla ritirata lasciando ai ribelli yemeniti alcuni posti di blocco di frontiera.

Ma l’Arabia Saudita, oltre ad affrontare una costosa guerra esterna, si trova alle prese anche con il forte rischio di instabilità interna sopratutto nell’area orientale del paese confinante con il Bahrain, dove sono già avvenuti scontri tra la minoranza sciita della zona e le forze governative. Alcuni ipotizzano che l’Arabia Saudita rischi una guerra civile, ma la minoranza sciita è troppo piccola per poterla causare, l’unico serio rischio lo corrono a sud, dove se gli Houthi dovessero incredibilmente sfondare e avanzare in territorio saudita, il panico si diffonderebbe  e anche se i ribelli ovviamente venissero poi respinti, ci sarebbe il fortissimo rischio che elementi dell’ISIS o di al-Qaeda sfruttino questo caos per conquistare posizioni e insinuarsi anche in territorio saudita dallo Yemen, dove già controllano gran parte della zona desertica di confine.

Anche sul fronte delle alleanze i sauditi sembrano in difficoltà. Segnaliamo l’allontanamento diplomatico dell’Algeria, che si è rifiutata di entrare nella coalizione anti-Houthi e che ora rischia serie ripercussioni; il Pakistan che all’inizio sembrava essere in prima linea al fianco di Riyadh, ora ha cambiato posizione e si mantiene neutrale, gli Emirati Arabi hanno minacciato gravi conseguenze se il governo pakistano continuerà su questa linea; l’Oman, che è un paese non sunnita, ma ibadita (la terza famiglia dell’Islam) si è avvicinato all’Iran; la Turchia, con la recente visita a Teheran sembra essersi smarcata e pur combattendo e finanziando assieme al Qatar i jihadisti contro i governi e le milizie sciite si è allontanata dal gigante saudita suo diretto concorrente nella lotta per leadership regionale. Rimangono schierati con determinazione al fianco dei sauditi Egitto e Emirati Arabi Uniti.

Come vedete i sauditi sono in difficoltà sia dal punto di vista militare, sia dal punto di vista diplomatico e con una coalizione così ridotta è difficile pensare ad un intervento terrestre in Yemen, anche perché Riyadh non dispone di un esercito così ampio e preparato da poter sconfiggere i ben armati ed esperti ribelli Houthi. Un intervento terrestre sarebbe possibile esclusivamente con un massiccio supporto anche di Egitto ed Emirati Arabi che a nostro avviso probabilmente non sono così disponibili ad impegnarsi eccessivamente sul terreno. L’Egitto ha difficoltà a controllare totalmente la penisola del Sinai, dove esiste una forte presenza di gruppi legati all’ISIS e ad ovest deve supportare il governo libico nella sua lotta contro Alba Libica e contro il Califfato; gli Emirati Arabi invece sono vicinissimi all’Iran e impegnarsi in una guerra in Yemen li renderebbe troppo vulnerabili in caso di risposta iraniana. Non parliamo nemmeno di Giordania e Sudan che hanno troppe problematiche interne e di confine per aiutare i sauditi in Yemen se non con qualche raid e piccoli contingenti.

Lo Yemen, quindi, rischia di essere una trappola per i sauditi che però non accennano a fermarsi ed anzi, non hanno paura di rompere rapporti economici e diplomatici a causa di questa guerra. Il governo di Riyadh ormai deve andare avanti fino alla fine, altrimenti risulterebbe sconfitto agli occhi del mondo arabo e perderebbe molta della sua influenza. Il problema è però come risolvere questo conflitto dato che i raid a quanto pare non bastano. Non è escluso che i sauditi possano di proposito subire una disfatta sul confine meridionale e far avanzare gli Houthi nel proprio territorio così da costringere gli altri paesi arabi ad inviare contingenti in sua difesa che poi sarebbero usati anche in una offensiva terrestre in Yemen.

A contorno di tutto ciò, c’è il rischio sempre presente, di un incidente con l’Iran che possa causare una guerra regionale di ampia portata, se non il collasso totale dell’Arabia Saudita. Caos di cui si approfitterebbe sicuramente lo Stato Islamico espandendosi proprio nel paese culla dell’Islam. Le conseguenze per noi potrebbero essere enormi, dato che una guerra del genere riporterebbe il petrolio a livelli altissimi e complice il dollaro alto, ci ritroveremmo presto con la benzina oltre i due euro e con la debolissima ripresa economica affossata prima di partire.

Concludiamo dicendo che lo Yemen, potrebbe essere effettivamente la battaglia decisiva. La sconfitta dei Saud potrebbe rivelarsi il cigno nero di questo 2015. Non è escluso che però la guerra continui lenta e strisciante come in Ucraina. Noi continueremo a monitorare ed ad aggiornarvi.

P.S.: no, non aspettatevi l’intervento americano, ormai gli States hanno deciso di ritirarsi e proprio a causa del loro ritiro, far scatenare tutti i conflitti irrisolti ed anzi, vi dirò di più, agli USA questo conflitto conviene dato che necessitano di un prezzo del petrolio più alto e dato che se l’Arabia Saudita in futuro non dovesse essere più un fornitore affidabile gran parte dell’Occidente dovrà rivolgersi a loro per ottenere petrolio.

by Fenrir

Fonte: HESCATON.COM

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