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VTB offre il doppio di Permira per Roberto Cavalli: e se le sanzioni contro la Russia si combattessero anche spiazzando i private equity anglosassoni?

Agenzie di stampa riportano che la branch specializzata in investimenti di VTB, la banca russa controllata dallo Stato, ha spiazzato il famoso fondo anglosassone Permira nella sfida per accaparrarsi la maison Roberto Cavalli.

Questo stride con i multipli finanziari. Chi ha masticato un po’ di M&A sa che le valutazioni aziendali si fanno con il metodo del DCF (discounted cash flow): tale metodo ha come variabili, oltre al costo del capitale anche e soprattutto le ipotesi di redditività futura (…). Si sa che oggi gli acquirenti di moda extra lusso sono cinesi e russi, oltre agli arabi (che però numericamente – come clienti – sono in numero esiguo anche a causa dell’estrema concentrazione di ricchezza in mano di pochi, al contrario degli omologhi russi e cinesi) e dunque il gioco di VTB di ipotizzare redditività prettamente ‘orientali’ ci sta, eccome! Spesso ci si dimentica la portata storica e globale dell’accordo commerciale russo-cinese di alcuni mesi or sono, chiaramente una conseguenza dell’affaire NSA/Snowden e della belligeranza americana in Ucraina e Crimea: tale asse apre scenari inimmaginabili per il futuro, tutta l’Europa occidentale e gli USA, zavorrati da enormi debiti, rischiano di esserne travolti restando in qualche modo esclusi da tale enorme bacino di consumatori, diventando il cugino povero della famiglia globale! [troppo spesso ci si dimentica che Edward Snowden fu trasferito a Mosca dalla Cina/Hong Kong con il benestare delle autorità di Pechino…]

 

Ora, se di conflitto si vuole finalmente parlare tra USA e Russia – quale sembra essere la realtà attuale – ci sta che tra le contromosse russe ci possa essere anche l’opzione di “drenare” le opportunità di business globali (ad es. l’acquisizione di Roberto Cavalli) da parte delle compagini russe (e cinesi, leggasi VTB) tagliando fuori i competitors occidentali (tra cui Permira): il messaggio potrebbe essere letto anche in termini di tagliare fuori dall’enorme e ricchissimo mercato russo-asiatico gli attori occidentali come conseguenza delle sanzioni di USA e EU a Putin. Dunque ecco spiegato perché avendo come oggetto un’azienda export oriented di prodotti ambiti nell’aggregazione russo cinese ci sia un perfetto senso compiuto da parte di un acquirente come VTB di utilizzare multipli di redditività maggiori di quelli ‘di mercato’ e parallelamente – come strategia di attacco alla spina dorsale dell’economia anglosassone, USA inclusi – spiazzare i private equity nel mercato dell’M&A, intendendo questa come arma per indebolire le fondamenta capitalistiche da cui trae linfa anche la politica dei paesi occidentali soprattutto anglofoni.

Che sia chiaro, questa è solo un’interpretazione possibilmente anche azzardata (e forse fin troppo cinica e sottile) ma con i tempi che corrono bisogna essere sufficientemente scaltri a non tralasciare nessuna possibilità, chi non capirà il cambio del giro del fumo del prossimo futuro rischierà di pagare molto caro l’errore. In ogni caso basterà aspettare per vedere se questo è solo un caso isolato o è parte di una strategia a più ampio raggio.

Mitt Dolcino

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