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Volete sapere perchè raddoppiano le vostre bollette? Chiedetelo alla BCE

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Se vi fate delle domande sul perché quest’inverno pagherete molto di più le bollette, e se avete un’attività rischiate un bel raddoppio. La UE non solo non è stata in grado di pianificare nulla dal punto di vista della politica energetica, ma sta facendo in modo, con il concorso attivo della BCE di rendere la crisi ancora più bruciante e prolungata nel tempo.

Vediamo cosa ha studiato la Banca Centrale per rendere la situazione ancora peggiore: invece di concentrarsi sul suo solo mandato, la stabilità dei prezzi 8che comunque non riesce a garantire) e magari, nel tempo libero, sulla disoccupazione, ha  deciso di aggiungere un altro obiettivo alla sua lista sempre crescente di cose che i suoi economisti di carriera devono sistemare.  Secondo Bloomberg, la banca centrale “esaminerà le operazioni commerciali dei principali istituti di credito come parte degli stress test climatici il prossimo anno, dopo aver giudicato che una valutazione dei libri di prestito da sola non fornirà informazioni sufficienti sulle ricadute che devono affrontare dal riscaldamento globale”.

La Bce – che vuole cambiare il proprio nome in European Climate Bank – studierà anche i rischi reputazionali e operativi che le banche devono affrontare, ha detto a Bloomberg Alvarez & Marsal, una società di consulenza coinvolta nel processo. In altre parole, se una banca viene trovata per finanziare l’esplorazione del gas naturale, sarà svergognata pubblicamente per non essere uno dei gruppi ESG, cioè impegnata ecologicamente. Il risultato sarà ancora meno investimento nello sviluppo del carbonio e, poiché l’energia verde è ancora impraticabile senza massicci sussidi governativi ed è anche lontana anni dalla possibilità di sostituire il carbonio come fonte di energia, prezzi dell’energia ancora più alti.

Nel frattempo, poiché la BCE non ha già abbastanza cose sul suo piatto per rovinare, la Climate Bank ora si occuperà delle operazioni commerciali delle banche, che come osserva Bloomberg rappresenta un’ulteriore sfida per un settore che ha già avvertito di non essere pronto per il prossimo test di riferimento dell’anno. La BCE sta cercando maggiori dettagli rispetto ad altre banche centrali e, dietro le quinte, ha intensificato la pressione sul settore per far fronte al momento.

Il risultato di questa politica, scollegata completamente e dagli obiettivi economici e di politica monetaria di una banca centrale, è quello che stimo vedendo: senza investimenti nello sfruttamento delle uniche serie fonti energetiche presenti, gas e petrolio, questi calano e quindi i costi dei prodotti relativi vanno alle stelle. E perché la BCE si occupa di questo tema in questo modo così controproducente? Perché i politici nazionali sono troppo vigliacchi per chiedere il voto su politiche energetiche che li vedrebbero massacrati alle elezioni. Quindi hanno deciso di affidarsi a un organo non democratico per applicare queste politiche. Il risultato? Anche la BCE, un rogano tecnico, diventa politico e quindi fa parte di tutto quello che è legittimamente contestabile in modo democratico. Se si scommette l’euro e si perde, anche questo ne viene travolto.


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