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Vita indipendente e ISEE, 3 Regioni a confronto (di Andrea Depalo)

 

Per Vita Indipendente si intende il diritto e l’opportunità di scegliere come vivere, assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni. Per le persone con disabilità significa avere la possibilità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e la capacità di svolgere attività di propria scelta, pur con le limitazioni dovute alle specifiche disabilità.

Le Regioni, tramite i Comuni, sostengono “progetti di vita indipendente”, alternativi all’inserimento in una struttura residenziale e permette alla persona con disabilità di rimanere nel proprio contesto sociale e affettivo, nonché di condurre una vita il più possibile indipendente.

In Friuli Venezia Giulia è stato istituito il FAP: un intervento economico rivolto a persone che, per la loro condizione di non autosufficienza, non possono provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri.
Il FAP viene utilizzato a sostegno delle situazioni di non autosufficienza trattate a domicilio e di progetti sperimentali nel settore della salute mentale.

In particolare, all’interno del FAP è presente il Sostegno alla vita indipendente (SVI). ( https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/salute-sociale/interventi-socio-sanitari/FOGLIA30/ )
E’ un sostegno economico che concorre a finanziare i progetti di vita indipendente realizzati a favore delle persone in grado di autodeterminarsi, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, in condizione di grave disabilità. Prevedono la facilitazione di percorsi di inserimento sociale e lavorativo.
La soglia ISEE è di 60.000 €.

In Lombardia è stata istituita la Misura B2 ( https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/cittadini/persone-casa-famiglia/disabilita/ser-interventi-disabili-gravi-anziani-non-autosufficienti ), destinata all’attivazione di interventi a favore di persone disabili gravi e anziani non autosufficienti come stabilito nel Programma operativo regionale, realizzati attraverso gli Ambiti Territoriali e Comuni del territorio attraverso l’erogazione di buoni mensili e voucher per l’assistenza di adulti e minori.

La soglia ISEE per la misura B2 è definita dai regolamenti dei singoli Ambiti territoriali / Comuni e per i progetti di vita indipendente è minore o uguale ad Euro 20.000,00

Nella Regione Emilia Romagna , è stato istituito l’assegno di cura. ( https://sociale.regione.emilia-romagna.it/disabili/temi/assistenza/assegno-di-cura )

L’assegno di cura è un sostegno economico destinato alle persone in situazione di handicap grave che può essere erogato direttamente alla persona disabile, alla sua famiglia o ad altre persone che assistono la persona con disabilità.

È alternativo all’inserimento in una struttura residenziale e permette alla persona con disabilità di rimanere nel proprio contesto sociale e affettivo, nonché di condurre una vita il più possibile indipendente.

Sempre in Emilia Romagna, le persone con disabilità che ricevono l’assegno da 10 o 15 euro al giorno e che hanno stipulato un contratto regolare con un assistente familiare per almeno 20 ore settimanali possono ricevere un ulteriore contributo di 160 €/mese.

Siamo ancora in Emilia Romagna: dall’1.1.2017, esclusivamente per le gravissime disabilità acquisite, è stato eliminato il criterio ISEE (come per la misura B1 in Lombardia) e rimane la soglia prevista per l’accesso pari a 55.000 euro/anno per gli altri.

Ad oggi in Lombardia, una retribuzione annua lorda di 26.000 euro, pari ad uno stipendio netto mensile di 1.440 euro, è sufficiente a NON far accedere alla misura B2 i pochi disabili gravi (ai sensi della legge 104/92) che lavorano. Essi sono esclusi di fatto da qualsiasi progetto di vita indipendente.

Se consideriamo il costo di un assistente per un part-time 25 ore (calcolabile da qui con un po’ di impegno: https://www.informazionipertutti.it/2018/03/badanti-e-colf-ccnl-anni-2017-2018-2019.html ), alla persona con disabilità resta ben poco per vivere in maniera indipendente. Certamente non sono cifre che possono essere coperte con il solo, misero, assegno di accompagnamento di 516 euro mensili. Quello che l’INPS ritiene debba coprire i costi di un’assistenza continuativa H24.

Invito Regione Lombardia ad una seria e attenta riflessione sui limiti ISEE, che forse sono da rivedere al rialzo. Come gli importi degli assegni di accompagnamento dell’INPS


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