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VISCO INDAGATO, BANCA D’ITALIA SOTTO ACCUSA !

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Oggi il Fatto Quotidiano apre con la notizia che il governatore della  Banca d’Italia,  Ignazio Visco, sarebbe indagato da parte della procura di Spoleto.

La vicenda è scottante e nasce dal commissariamento della Banca Popolare di Spoleto. Nel 2013 durante un’ispezione della Banca d’Italia furono registrate delle irregolarità e, soprattutto , una sottocapitalizzazione ingente. All’istituto di credito non fu permesso di predisporre un piano di capitalizzazione, ma fu immediatamente commissariato, con la nomina di tre commissari (Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile) e la nomina di un nuovo comitato di controllo. Il commissariamento durò un anno e portò, nel 2014 , alla cessione a Banca di Desio.

Quest’operazione colpì però duramente il sistema economico locale: artigiani, commercianti e piccoli imprenditori che si appoggiavano su questa banca attenta al territorio , si trovarono abbandonati a se stessi. Partì un ricorso contro il commissariamento di Banca Popolare di Spoleto e di Spoleto Crediti e Servizi presentato dai vertici bancari cancellati dal commissariomento , ricorso accolto dal Consiglio di Stato . Come scrisse “Il Tempo”, commentando la decisione del Consiglio di Stato : ”

….perché non sarebbe stata presa in considerazione la connessione tra la riduzione della capacità patrimoniale della banca e la mancata autorizzazione all’aumento di capitale. Nel corso della sua analisi Palazzo Koch avrebbe dato peso al solo dato della situazione dei crediti pregressi procedendo a rettifiche (diminuzione del valore di realizzo) che hanno raggiunto i 120 milioni e abbassato i coefficienti patrimoniali (Total Capital Ratio) al 7,63% diminuendo con ciò la capacità di rimborso dell’istituto. Quello che non sarebbe stato rilevato è il fatto che i nuovi crediti avevano una qualità migliore e dunque nel breve periodo la situazione sarebbe migliorata da sola. Non solo. Il consiglio di amministrazione della Popolare aveva già approvato un aumento di capitale di circa 100 milioni di euro. Un’operazione bloccata dalla Banca d’Italia ma che, se portata a termine, «avrebbe ragionevolmente fatto venire meno le gravi perdite del patrimonio poste a base del provvedimento di amministrazione straordinaria» aggiungono i togati.”

Dal ricorso partì una class action dei clienti di Banca di Spoleto e di Spoleto Crediti e Servizi ancora in corso. 

Insomma l’indagine su Visco si presenta quasi ovvia, visti i clamorosi errori dei tecnici di Banca  d’Italia ed anche del Ministero dell’Economia. Vedremo cosa porterà quest’inchiesta, ma sicuramente Banca d’Italia avrà molto da spiegare. Speriamo di non tornare ai tempo oscuri dello scandalo “Banca Popolare”….

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