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UNA SCELTA CORREA ALLA KALERGIZZAZIONE DELL’OCCIDENTE

Vescovo ungherese: “Il Papa ha torto, i rifugiati vogliono invaderci”

Un alto prelato ungherese si schiera con Orban: “Sono totalmente d’accordo con il primo ministro”(fonte il Giornale.it)

 Nella Chiesa Cattolica si sta creando un problemino e diversi Vescovi italiani non se ne rendono conto……La Chiesa Cattolica in quanto Cattolica = Universale ha sempre avuto una tensione alla Globalità .L’ha sempre bilanciata attraverso l’identità delle singole Chiese e la sua politica è stata sempre un tentativo di conciliare gli interessi delle singole comunità e dei singoli popoli. Quando la politica del Papato si è trovata a identificarsi troppo con gli interessi di una parte od ad estraniarsi troppo dagli interessi di un popolo ci sono stati grossi problemi. Per non rimanere nel vago faccio qualche esempio:

1)Nel 1300 quando la politica del Papato si è identificata con quella del Regno di Francia abbiamo avuto lo Scisma di Occidente 2) Nel 1500 quando era diffusa nella classe dirigente tedesca l’dea che la politica finanziaria della Chiesa fosse predatoria nei confronti della Germania Lutero ha avuto facile gioco.3) Nel 1800 quando Pio IX è stato identificato nella lotta italiana antiaustriaca i Vescovi austriaci han minacciato uno Scisma….Può bastare? Nella sua lunga storia la Chiesa ha avuto in politica intuizioni brillanti e fatto cappellate clamorose, non ha mai ne avuto, ne ( di solito) rivendicato l’infallibilità politica.
Davanti all’occidente decristianizzato e secolarizzato in larga parte si capisce bene la tendenza della Chiesa a prenderne le distanze ed addirittura a sperare che l’influsso dell‘Islam sia comunque un freno al totale relativismo e nichilismo etico nel quale l’Occidente ed in particolare l’Europa sta sprofondando.

Sentinelle in piedi e centro islamico insieme contro unioni omosessuali

I conservatori cattolici e musulmani insieme in Piazza Duomo alle 16.30 per manifestare contro l’introduzione del reato di omofobia

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A questo atteggiamento diffuso nel mondo cattolico si aggiunge oggi una bella spolverata di Teologia della Liberazione per la quale la sensibilità della Chiesa per i Poveri diventa opzione non morale, ma politica e sociale. E se si tratta di poveri a livello di popoli è ovvio che non si tratti dell’Occidente. In queste condizioni mi pare conseguenziale l’empatia di molti prelati per i flussi migratori proprio come scelta politica (e non solo umanitaria) di preferenza ai poveri e di simpatia al Terzo Mondo visto come il Futuro della Chiesa. Aggiungiamo a questo la commozione per le sofferenze e le morti dei migranti e abbiamo una chiara presa di posizione : Accogliete chi emigra.

Venezia, l’affondo del patriarca: “Chi non accoglie gli immigrati non può dirsi buon cristiano”

 

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(fonte il Giornale.it)

Bene adesso dirò qualcosa di un po’meno scontato. I grandi flussi di massa creano disagi proprio per i poveri di Occidente coi i quali i nuovi arrivati vanno in diretta concorrenza, di più: le ricche classi dirigenti finanziarie, grandi sostenitrici a livello ideologico del relativismo morale, sono favorevoli a questi flussi perché vedono in essi il modo di abbassare il costo del lavoro ed il tenore di vita del ceto medio europeo e di spazzare via in un risotto multiculturale i residui limiti morali dell’eredità cristiana, per sostituirla con l’egemonia dell’Utile. Ed è per questo che guardano con gran simpatia le filantropiche posizioni di alcuni prelati per un’immigrazione non limitata, ne controllata. Sono perfino disposti a riaccoglierli nei salotti buoni ( e nei giornali laicisti alla page) per far questo. Cosa c’è di meglio far i buoni, sentirsi buoni e pure applauditi da quelli che contano, anche se sono i peggiori nemici del cristianesimo? Ma anche questo viene fatto passare come esempio di Apertura all’Altro.

Così una massiccia invasione di masse mussulmane viene vista come un esempio di apertura ecumenica dimenticandosi che è vero che esistono punte di spiritualità elevatissime nell’Islam dei Sufi, ma che la ricaduta nel Waabismo intollerante ed assassino è stata di gran lunga più influente e lo è tutt’oggi come ben sanno i cristiani che vivono e, a volte, son costretti a fuggire dal Medio Oriente o dall’Africa (e questi sarebbero dei veri profughi). Ma in fondo è meglio sentirsi non faziosi, aperti a tutti, anche a chi la Chiesa la combatte e la vuole distruggere ricevendo per questo il consenso del Mondo.
Le mie limitate conoscenze teologiche da laico cattolico attribuiscono questo atteggiamento più all’Anticristo che a Cristo per questo tendo sempre a simpatizzare con i Vescovi che si preoccupano prima di tutto di tutelare il futuro del proprio gregge che non il mondo, anche se si rendono antipatici.

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