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Un suggerimento per Luigi di Maio nella realizzazione del Reddito di Cittadinanza solo per gli Italiani

 

 

 

Il problema del reddito di cittadinanza, o di inclusione, o di disoccupazione, è legato anche alla platea di chi dovrebbe riceverlo: se si allarga eccessivamente non è economicamente tollerabile. Si rischiano due effetti che lo rendono non sopportabile:

  • un numero di residenti che godono del contributo rischiano di essere così alti da non renderlo realizzabile a redditi attuali;
  • la misura rischia di essere un’attrazione per i non residenti che si vengono a muovere nell’area.

Inoltre vi è il problema, pratico e morale, non secondario: che faccio fare a questa gente per rieducarla al mondo del lavoro, dato che la finalità dell’aiuto è quella di riaccompagnare verso l’attività lavorativa?

Bisogna dire che il ministro Di Maio ha ben chiaro il problema della necessità di limitare la platea dei percipienti, favorendo i cittadini:

Il problema però può sorgere dai trattati europei e più specificamente dall’articolo 11 della legge L16/49, che prevede una parità di trattamento per i cittadini dell’Unione Europea in questo tipo di prestazioni:

Ora si prevede che la “Assistenza e protezione sociale essenziale” non siano negabili ai cittadini di altri paesi dell’unione. Data l’ampiezza con cui la giustizia amministrativa viene a giudicare questi casi, c’è il rischio di trovarsi un qualche centinaio di migliaia di cittadini europei extra italiani che possono far saltare il sistema.

Una soluzione? Copiamo gli USA. Negli USA una serie di vantaggi di carattere fiscale e contributivo (contributi per lo studio, per il lavoro, migliori condizioni dei mutui) sono riservati ai membri dell’esercito e della guardia nazionale. Ricordiamo che il ministro Salvini vuole reintrodurre una forma di servizio militare o civile obbligatorio per i giovani. Uniamo le due idee e creiamo un Servizio di Guardia Nazionale, riservato ai cittadini, su base obbligatoria per i cittadini dai 18 ai 25 anni, volontaria per tutti gli altri sino al compimento del 70 anno di età.

I contributi sociali sarebbero riservati solo agli iscritti della Guardia Nazionale . In questo modo abitazione sociale, asili, etc potrebbero vedere i cittadini italiani in prima fila nelle assegnazioni, non vedendosi superati da cittadini extracomunitari ben organizzati e sindacalizzati per sfruttare anche le più recondite pieghe del welfare. Essendo riservato ai cittadini anche i figli degli extracomunitari   sarebbe data la possibilità di scelta, se optano per la cittadinanza italiana.

Quindi il Reddito di Inclusione sarebbe riservato agli iscritti alla Guardia Nazionale, che quindi seguirebbero corsi di riqualificazione o svolgerebbero attività di servizio sociale inquadrati dalla Guardia Nazionale, che potrebbe quindi includere anche i servizi di protezione civile e mobilitare gli iscritti in caso di calamità naturale. Una parte della Guarda Nazionale, sempre su base di volontarietà, potrebbe essere usata per servizi di pattugliamento in zone a basso rischio, ma comunque meritevoli di controllo.

Un modo per cogliere due piccioni con una fava….

 


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