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UE: i paesi litigano per l’impari distribuzione dei vaccini, Pfizer in testa

 

Come riporta il Financial Time, è  scoppiata una lite tra gli Stati membri dell’UE sull’assegnazione del vaccino contro il coronavirus collegata anche ai ritardi prima, ed al blocco poi, delle forniture di Astra Zeneca. L’ennesima divisione legata al problema dei vaccini.

I leader di un gruppo di Stati europei hanno scritto ai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea lamentando “enormi disparità” nella distribuzione dei vaccini tra gli Stati membri. La lettera, firmata da Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Lettonia e Slovenia, chiede un dibattito a livello di leader. Tuttavia, altri Stati membri hanno ribattuto che qiesti  sei Stati membri si lamentano dei risultati negativi dovuti solo alle proprie decisioni in tema di ordini. La commissione ha difeso il sistema di allocazione dei vaccini, affermando che l’assegnazione delle dosi aveva seguito un “processo trasparente”. L’UE è alle prese con le conseguenze di un nuovo ciclo di ritardi  nelle consegne di AstraZeneca mentre lotta per portare avanti la sua campagna di vaccinazione. Questo problema ora si fonde con i problemi del vaccino Astra Zeeca che hanno portro al suo blocco in molti paesi.

L’azienda britannico-svedese ha confermato agli Stati membri che fornirà solo 30 milioni di dosi nel primo trimestre dell’anno, meno della cifra di 40 milioni prevista, cifra che era già una forte riduzione rispetto il . Quel numero era di per sé un grande taglio rispetto ai 100 milioni di colpi che l’UE aveva originariamente previsto entro la fine di marzo. Ancora peggio è quello che avverrà nel secondo trimestre con consegne di sole 70 milioni di dosi invece di 180 milioni. La scusante ufficiale è legata alla difficoltà di approvigionarsi di precursori per i vaccini in un momento in cui molte nazioni hanno bloccato l’export di questi prodotti. poi si sono aggiunti i dubbi sugli effetti collaterali che hanno condotto ad uno stop in diversi paesi e regioni europee, ultima la Germania.

Il problema è che certi paesi, per motivi propri, legati spesso a fattori economici, si erano affidati quasi esclusivamente, o in via principale, ad Astra Zeneca, e non avevano piazzato ordini sufficienti su Pfizer o su Moderna e sono rimasti quindi scoperti. Gli altri paesi fanno loro presente che questa è stata una loro scelta volontaria, ma la lettera di protesta è ormai partita e se ne parlerà al Consiglio del 23-24 marzo che si  annuncia infuocato.


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