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Tsipras, l’ultima vittima della politica estera di Obama, vince le elezioni ma il taglio del debito promesso dalla Casa Bianca se lo può scordare: come lo spiegherà ai suoi elettori?

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La verità è spesso più semplice di quanto si possa immaginare: nelle more della trattativa con la troika di qualche mese fa Tsipras è stato convinto da Obama ad accettare le riforme imposte dalla troika ma con l’impegno con garanzia d’oltreoceano di tagliare il debito greco nei prossimi mesi, in gergo chiamasi write down – forse dire convinto è un po’ troppo, diciamo che è stato costretto a fidarsi della parola del presidente USA –.

Le speranze elleniche resteranno deluse: oggi Obama ha ben altri problemi a partire dalle reali condizioni economiche del proprio paese, molto meno scintillanti di come si cerchi di farle apparire sulla stampa. E pure con un colosso chiamato Cina schierato apertamente con la Russia (senza dimenticare che Pechino è il maggior detentore di titoli di Stato USA, ndr) [seguite le pttime analisi di Bottarelli in rete, il lavoro l’ha già fatto lui, quello di far scoprire che gli USA di Obama non sono mai stati così vicini al fallimento* pur in presenza di qualcosa di molto simile a manipolazioni di mercato, leggasi ad esempio la correzione ex post dei dati sulla crescita, sempre al ribasso**, (…)].

In più, gli USA sembra siano alla ricerca della provocazione con la Russia che però non abbocca: sembrerebbe che la maniera più elegante per uscire dal cul de sac in cui la diplomazia di Obama si è ficcata sarebbe una vera guerra lontana dai propri confini, in tale modo i problemi economici e i fallimenti diplomatici verrebbero messi in secondo piano.

Ma lasciamo perdere le cose “grandi”, restiamo alla Grecia. Bene, Obama si era impegnato a far tagliare il debito greco durante e trattative per il tramite del proprio ministro J. Lew ed ora sembra chiaro che non potrà mantenere la promessa. Poco male, la corrente amministrazione ha già permesso l’annientamento di alleati USA storici molto più rilevanti di Atene nel recente passato, che volete che sia un giovincello come Tsipras… [Va detto che se il secondo mandato Obamiano non finirà in fretta a questo punto il patrimonio di rispettabilità e di fiducia negli USA rischia di andare a farsi benedire a partire proprio dagli alleati storici.]

In tutto questo chi è la volpe? Senza dubbio la Germania: ha barattato un supposto contenimento della Russia in Europa con il supporto incondizionato ricevuto dagli USA nella gestione economica dell’EU diventandone il faro [per proprio interesse economico] e soprattutto senza timori di ritorsioni da parte americana, gli USA si accorgeranno presto di aver creato un nuovo avversario semiglobale se preso da solo, macro e globale se alleato con la Russia (solo questione di tempo prima che ciò accada, gli USA sono avvertiti, ndr).

Nel caso greco abbiamo visto la cinica determinazione germanica nel perseguire i propri obiettivi: facendo spalluccia, si è creato il caso di un Putin che poteva offrire quello che serviva ad Atene per uscire dall’euro, circa 10 miliardi di dollari per tenere in vita le proprie banche nel transitorio (depredate dei propri depositi, ndr). Questo spaventava la diplomazia finanziaria di Obama, un crollo dell’euro avrebbe messo alle corde gli USA e la sua economia facendo decollare il dollaro. Dunque che ha fatto Berlino? Ha smontato il caso inventato, ossia ha detto che, sì, ci avrebbe pensato lei – la Cancelliera – a convincere Putin a non tirare fuori i 10 miliardi per far crollare l’euro…. Certo, ci sarebbe stato un prezzo da pagare, ma cosa può essere un accordo per importare un po’ di gas dalla Russia anche se sotto embargo rispetto alle possibili conseguenze di tale macro-evento, oltre a mantenere viva l’illusione di una rielezione dei democratici alla Casa Bianca il prossimo anno…. [o anche e soprattutto di fare scoprire al mondo in che traballanti condizioni economiche sia il paese faro del mondo nonostante la retorica obamiana votata al più (in)sano ottimismo economico, encore vedasi le note* – quale persona profondamente filo USA, che sottoscrive in toto le analisi di Bottarelli, soffro a vedere tali e tanti errori da parte di una amministrazione di un Paese che reputo grande amico! – ]

GreekBankDepositsSi, perchè la contropartita che gli USA hanno accettato di pagare è stato il raddoppio dell’infrastruttura di importazione di gas dalla Russia alla Germania, e cos’altro secondo voi?

Nordstream

Infatti i creduloni USA accettarono. Oggi la promessa fatta da Jack Lew a Tsipras in teoria è ancora valida, tagliare il debito greco espresso in euro in pancia all’Europa ed all’FMI. Ma Berlino si oppone con veemenza e Obama ha oggi le sue gatte da pelare, ben più tignose che mantenere una promessa fatta ad un paese microscopico durante gli ultimi 9 mesi del proprio mandato presidenziale. Vedrete che la Germania architetterà qualcosa per deragliare la promessa Obamiana…

FireShot Screen Capture #020 - 'greek debt to gdp - Cerca con Google' - www_google_ru_search_q=greek+debt+to+gdp&oq=greek+debt+to+gdp&aqs=chrome__69i57_4865j0j4&sourceid=chrome&es_sm=93&ie=UTF-8In tutto questo chi ci perderà sarà la Grecia e Tsipras in particolare, Atene non vedrà mantenuta la promessa di tagliare il proprio debito espresso in euro. Ossia verranno certamente prolungate le scadenze ed anzi per molti anni non si pagherà nulla nemmeno di interessi – si chiama moratoria – ma il debito resterà dove e come è, enorme ed intoccabile. Si noti che in periodi di crisi come quella attuale per Atene rischia di non esserci la crescita sufficiente non solo per erodere il debito statale contratto ma anche per non farlo crescere. La Grecia si avvia verso un debito enorme espresso in euro – debito pur in crescita – che comunque andrà pagato in toto! Ciò significa che la Grecia diventerà un paese schiavo di chi il debito lo detiene e che guarda caso impone anche l’austerity: leggasi l’asse franco-tedesco in veste EU, una forma innovativa di depauperamento neocoloniale delle ricchezze dei paesi europeriferici destinati essi stessi a trasformarsi in moderni schiavi economici (…). Già gli aeroporti ellenici sono caduti in mani dello Stato tedesco per pochi spiccioli – come conseguenza dell’accordo di depauperamento della ricchezza ellenica siglato con la troika degli scorsi mesi -, il resto seguirà.

Fino a quando durerà tutto questo? Fino ad una vera e propria sommossa nei paesi EU, vittime dell’austerità tanto cara alla Germania; poi bisognerà vedere che succederà, ovvero se localmente vincerà la dittatura fiscale sponsorizzata dall’EU (nazi)tedesca finalizzata a far pagare sempre più tasse ai cittadini dei paesi periferici con lo scopo di mantenere l’euro e quindi di arricchire la Germania. O se vinceranno i patrioti, ehm, scusate, i rivoluzionari in un qualcosa di simile ad una guerra civile per sottrarsi al pagamento di tasse insulse. In tutto questo Tsipras sarà costretto a raccontare un sacco di balle ai propri concittadini nei prossimi mesi e – temo – anni.

Ah, dimenticavo: l’Italia sta percorrendo la stessa strada di Atene con qualche anno di ritardo, quanto meno in assenza di un rotondo no alle imposizioni di austerità tanto care a Schauble & Co. Chiaro che ogni rifiuto italico di dette imposizioni potrà arrivare solo dopo la deposizione di Obama, a novembre 2016, bisognerà sopravivere durante un altro lunghissimo anno.

In effetti in questo contesto una guerra potrebbe anche starci. Ma non tra Russia ed USA, no, intendo una guerra tra paesi euro-periferici vittime dell’austerità e Germania.

Sempre lo stesso copione, sempre gli stessi motivi. Da oltre 100 anni.

Mitt Dolcino

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Note:

*

http://www.rischiocalcolato.it/2015/09/la-grecia-torna-dattualita-ma-il-vero-paese-basato-sul-debito-sono-gli-usa.html

http://www.rischiocalcolato.it/2015/09/io-non-sono-anti-americano-gli-stati-uniti-di-obama-lo-sono.html

**https://scenarieconomici.it/la-cina-spiega-al-mondo-che-gli-usa-non-controllano-piu-i-mercati-obama-ha-contribuito-a-dare-la-spallata-finale-al-capitalismo-gli-us-dem-e-leu-pagheranno-lo-scotto/

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