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Trump taglia le regole sul metano per far crollare i prezzi dell’energia: gli USA spingono sull’estrazione, e l’Europa è costretta ad adeguarsi
Trump cancella i vincoli sul metano di Biden per salvare l’80% dei pozzi americani e tagliare il costo delle bollette. E Bruxelles, a corto di gas, è costretta a congelare le sue euro-tasse green per non perdere il GNL statunitense.

L’amministrazione Trump si prepara a smantellare i rigidi vincoli federali sulle emissioni di metano imposti da Joe Biden nel 2024. L’obiettivo della Casa Bianca è immediato e pragmatico: rilanciare la produzione interna di petrolio e gas, tagliando drasticamente i costi per le imprese estrattrici e, a cascata, le bollette e il pieno di carburante per i cittadini americani.
L’annuncio ufficiale arriverà da un comizio a Lubbock, nel cuore del Texas, lo Stato simbolo della potenza petrolifera a stelle e strisce. Una mossa attesa da mesi dall’American Petroleum Institute (API) e dagli operatori del settore, che denunciavano come gli standard dell’era Biden stessero soffocando la redditività dei giacimenti con costi burocratici insostenibili.
Il piano di Washington: ossigeno ai piccoli pozzi e stop ai “delatori green”
Il pacchetto di deregolamentazione messo a punto dall’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA), guidata da Lee Zeldin, interviene chirurgicamente sui colli di bottiglia che frenavano l’offerta energetica statunitense.
Ecco i punti cardine della riforma americana:
- Salvataggio dei pozzi marginali: Esenzione dai pesanti oneri normativi per i piccoli impianti che producono meno di 15 barili di petrolio equivalente al giorno. Si tratta di una boccata d’ossigeno vitale per il tessuto estrattivo USA: secondo i dati di Bloomberg, ben il 79% di tutti i pozzi americani rientra in questa categoria e rischiava la chiusura anticipata perché i costi di conformità superavano i ricavi.
- Cancellazione del “Super Emitter Program”: Viene definitivamente archiviato il programma (già congelato lo scorso anno) che autorizzava gruppi ambientalisti e soggetti terzi a dare la caccia alle fughe di gas per segnalare le aziende al governo.
- Revisione dei macchinari e del gas associato: Allentamento degli obblighi sui dispositivi di controllo e sulla gestione del gas estratto insieme al greggio, giudicati dagli operatori tecnicamente impraticabili.
La filosofia dell’amministrazione è stata riassunta senza giri di parole dallo stesso Zeldin: gli americani devono potersi permettere di riscaldare le proprie case d’inverno e di fare il pieno all’auto per andare al lavoro. Un obiettivo impossibile da raggiungere se chi produce energia viene zavorrato da oneri burocratici superflui che frenano il potenziale economico nazionale.
| Parametro | Regole Biden (2024) | Nuovo Piano Trump / EPA | Impatto Economico |
| Pozzi marginali (<15 barili/g) | Soggetti a severi costi di monitoraggio | Esentati dai vincoli principali | Salvaguardia del 79% dei pozzi attivi negli USA |
| Super Emitter Program | Controllo affidato a ONG e terze parti | Cancellato definitivamente | Eliminazione del rischio di contenziosi continui |
| Focus politico | Riduzione forzata delle emissioni | Abbattimento costi di produzione | Maggior offerta di greggio e gas, calo dei prezzi |
E ora che farà l’Unione Europea? Il cortocircuito di Bruxelles
Questa decisa sterzata americana mette l’Unione Europea in un angolo. Sulla carta, Bruxelles aveva varato un regolamento gemello – se non più severo – sulle emissioni di metano, che a partire dal 2027 avrebbe dovuto colpire anche gli importatori di gas e petrolio con multe fino al 20% del fatturato annuo per chi non avesse rispettato i rigorosi standard di monitoraggio europei.
Alla prova dei fatti, cosa succederà? L’Europa smetterà di comprare il Gas Naturale Liquefatto (GNL) americano perché non rispetta più i parametri “verdi” di Bruxelles?
Assolutamente no. Anzi, sta accadendo l’esatto contrario: è l’Europa che sta facendo precipitosa marcia indietro per non rimanere al freddo.
Privata del gas russo via tubo, l’economia europea dipende in modo vitale dalle navi metaniere statunitensi. Se gli USA tolgono i controlli ai propri produttori per estrarre di più e a minor costo, gli esportatori americani non avranno né i dati né l’intenzione di adeguarsi alla burocrazia europea. Imporre dazi o blocchi al GNL americano significherebbe innescare uno shock energetico devastante per l’industria continentale.
Non è un caso che, proprio in questi giorni, il Parlamento Europeo abbia votato a larga maggioranza (341 voti contro 225) per rinviare di tre anni l’applicazione delle norme sul monitoraggio del metano per gli importatori, spostando le scadenze chiave addirittura al 2031, mentre la Commissione stessa ha raccomandato di congelare ogni sanzione finanziaria. Da qui a tre anni ci sarà un nuovo parlamento e una nuova Commissione.
Quando la realtà economica e la necessità di far funzionare le fabbriche bussano alla porta, l’ideologia regolatoria di Bruxelles è costretta a cedere il passo: gli Stati Uniti dettano il ritmo della produzione energetica, e l’Europa – per non condannarsi alla deindustrializzazione – si prepara a comprare il gas americano esattamente alle condizioni di Washington.







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