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Trump scuote il complesso militare-industriale: “Basta Buyback, investite nelle fabbriche!”. Scossoni in borsa

Il Presidente eletto lancia un ultimatum ai colossi della difesa: basta ingegneria finanziaria, serve produzione reale. Tremano i titoli a Wall Street.

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Donald Trump non smette di sorprendere e, con una mossa che spiazza sia i falchi di Wall Street che i critici del capitalismo sfrenato, lancia un ultimatum senza precedenti al “Complesso Militare-Industriale”. Attraverso due post di fuoco su Truth Social, il Presidente eletto ha messo nel mirino i giganti della difesa USA, accusandoli di privilegiare l’ingegneria finanziaria alla sicurezza nazionale.

Il messaggio è chiaro e brutale: l’America ha bisogno di armi, non di dividendi.

L’Ultimatum: “Prima la produzione, poi gli azionisti”

Trump ha evidenziato una contraddizione che da tempo affligge l’economia americana iper-finanziarizzata: nonostante budget per la difesa mostruosi, la capacità produttiva reale (la “ciccia”, diremmo noi) non tiene il passo con la domanda. Ecco il più pesante dei due messaggi Truth :

Il Presidente ha avvertito tutti gli appaltatori della difesa (Defense Contractors): finché non costruiranno “NUOVI e MODERNI impianti di produzione” per velocizzare la consegna e la manutenzione degli equipaggiamenti, saranno vietati dividendi e riacquisti di azioni proprie (stock buybacks). Non solo: Trump intende porre un tetto ai compensi dei dirigenti (massimo 5 milioni di dollari, una “frazione” di quanto percepiscono ora) finché la situazione non sarà rettificata.

La logica economica sottesa è sorprendentemente industriale”: invece di indebitarsi con le banche o chiedere soldi al governo, le aziende devono usare la propria cassa – quella solitamente destinata a gonfiare il titolo in borsa – per investimenti in conto capitale (Capex). È il ritorno del primato dell’economia reale, anzi del patriottismo, sulla finanza.

Raytheon nel mirino: “Il Dipartimento della Guerra non aspetta”

Se l’avvertimento generale ha scosso il settore, l’attacco diretto a Raytheon è stato un vero e proprio missile terra-aria. Trump ha citato il “Department of War” (un ritorno alla terminologia pre-1947 che non è sfuggito agli osservatori) per definire Raytheon come l’azienda “meno reattiva” e più aggressiva nel remunerare gli azionisti a scapito delle necessità militari.

“Raytheon sembra pensare che questa sia l’amministrazione Biden e che sia ‘business as usual’. NON LO È!”, ha tuonato Trump. La minaccia è concreta: o investimenti immediati in impianti, o addio ai contratti governativi.

La reazione dei mercati: Panico e Volatilità

La reazione di Wall Street non si è fatta attendere, come dimostrano i grafici allegati.

  • Raytheon (RTX) ha subito il colpo più duro, con un crollo verticale del titolo che ha bruciato miliardi di capitalizzazione in pochi minuti. Il mercato ha prezzato immediatamente il rischio politico specifico. ecco la quotazione da Tradingeconomics:

    Quotazione Raytheon

  • Lockheed Martin (LMT), pur essendo parte del settore e avendo subito una flessione iniziale per simpatia (la classica “scoppola” di riflesso), ha mostrato una resilienza maggiore, recuperando terreno verso la chiusura e finendo perfino a valori più elevati che la partenza Evidentemente, gli investitori ritengono che Lockheed sia meno esposta alle ire presidenziali o meglio posizionata industrialmente. Ecco la qutoazione sulle 24 ore.

In sintesi, Trump sta chiedendo un riarmo industriale forzato. È un paradosso affascinante: un presidente repubblicano che impone limiti ai profitti privati in nome dell’interesse nazionale, bloccando quella manna finanziaria che per anni ha arricchito i board a scapito degli investimenti produttivi.

Ma la domanda sorge spontanea: basterà la frusta presidenziale a riconvertire un’industria ormai drogata di finanza? Vedremo veramente aprire nuove fabbriche?


Domande e Risposte

Perché Trump attacca i buyback delle aziende della difesa? I buyback (riacquisto di azioni proprie) servono ad alzare artificialmente il valore del titolo in borsa, arricchendo azionisti e manager, ma sottraggono liquidità agli investimenti reali. Trump vuole che quei soldi vengano spesi in nuovi stabilimenti e macchinari per produrre armi più velocemente, ritenendo la capacità industriale attuale insufficiente per la sicurezza nazionale.

Può il Presidente bloccare davvero dividendi e stipendi privati? Direttamente no, ma indirettamente ha un potere enorme. Essendo il governo l’unico cliente (monopsonio) per questi equipaggiamenti, Trump può inserire clausole contrattuali durissime o minacciare di cancellare le commesse future se le aziende non si adeguano alle nuove linee guida su investimenti e compensi. Di fatto, è un ricatto commerciale “patriottico”.

Quali sono le conseguenze per gli investitori in titoli della difesa? Nel breve termine, c’è alta volatilità e rischio di ribassi, come visto per Raytheon, perché finisce l’era dei guadagni facili via ingegneria finanziaria. Nel lungo termine, però, se le aziende sono costrette a investire in capacità produttiva reale, potrebbero diventare più solide e sostenibili, anche se con margini di profitto forse più compressi rispetto all’era della “finanza creativa”.

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