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Trump scopre che per la pace con l’Iran, Obama ha versato 1.2 miliardi$ in banconote da 100$ a Tehran, poi spariti. I soldi sono andati ai terroristi? O ai Clinton e Obama? Inviamo Davigo ad indagare…

Dunque, Trump sgancia la bomba ed al CPAC 2018 – Conservative Political Action Committee – riprende stranamente una vecchia notizia di due anni fa, molto strano (vuol dire che ci saranno conseguenze a breve?), quella secondo cui Obama per fare la pace con l’Iran ha imposto che Washington versasse 1.3 miliardi di dollari in banconote da 100 $ a Tehran. Sapete tale cifra in banconote da 100 a cosa equivale? Vi dò un’idea sotto.

Ma la cosa interessante è il perchè: perchè quale diavolo di ragione Obama ha pagato 1.2 miliardi $ a Tehran? Sarebbe dovuto essere l’inverso direi, l’Iran – che si vedeva togliere le sanzioni e rientrava a pieno titolo nel mondo che conta , quello degli scambi – avrebbe dovuto pagare gli USA, non il contrario. Eppoi in contanti, non tracciabili, la prima domanda che uno si fa è dove sono finiti tali dollari non tracciabili… Infatti di tali dollari si sono perse le tracce una volta consegnati via cargo aereo…

Tutto il mondo è paese verrebbe da dire, almeno fino a quando non ti scoprono!

E dunque Trump ha rivelato il dettaglio scabroso: si deriva che nella migliore delle ipotesi tali soldi sono andati ai terroristi che combattono contro gli USA in medio oriente. Quello che Trump ha invece sottinteso, senza dirlo ma facendo incazzare gli astanti, è che tale ammontare fosse probabilmente tornato in gran parte indietro, magari ai Clinton, agli Obamas e/o ai sodali del progetto globalista.

Certo, è assurdo quello che è accaduto, inspiegabile.

E qui torno all’Italia: cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse successa a Roma? Vi immaginate Davigo ad esempio? Eh si, ma in America c’è la ragion di Stato, anche se c’è del marcio non si butta via il bambino con l’acqua sporca, anche se certamente i Dem pagheranno caro alle prossime elezioni Midterm di novembre prossimo questo errore, questo affronto agli americani reso pubblico ed anzi stigmatizzato da Trump alla più grande convention dei conservatori USA. Chiaro, i militari USA sono con lui, loro che muoiono sul campo vedono fiumi di dollari girare per far ricco qualcuno che non muore mai per definizione… E qui derivo il supporto dei generali per la corrente amministrazione USA.

In Italia sarebbe scoppiato un caso clamoroso, i giornali stranieri avrebbero fatto da cassa di risonanza, i politici coinvolti – che certamente sarebbero stati trasversali – sarebbero stati messi alla gogna, anche incarcerati. Ed alla fine sarebbero spuntati i fondi per promuovere a capo del nuovo partito di maggioranza un soggetto nuovo, magari molto vicino alle elites al potere che detengono i media ovvero prossimo ai poteri stranieri che da sempre sono “interessati” all’Italia. Vi ricorda qualcosa tutto questo? Tangentopoli forse? La nascita del M5S? Fate voi.

Io una proposta per Trump però ce l’ho: mandiamo il giudice Davigo ad indagare negli USA! Sono certo che con lui gli USA otterrebbero tutte le risposte che cercano, probabilmente con Davigo si metterebbe anche qualche politico in custodia preventiva incarcerare – anzi no, in USA è vietato, tranne casi eccezionali ossia di eccezionale pericolosità sociale si esce comunque su cauzione, per permettere all’indagato di difendersi -; in ogni caso si mobiliterebbe la stampa ad enfatizzare lo scandalo, emergerebbero intercettazioni coperte da segrete, ci sarebbe il classico sputtanamento. Come in Italia. Molto probabilmente Davigo verrebbe fermato prima – anzi, certamente – ma in ogni caso per l’Italia ci sarebbe un enorme vantaggio: magari Davigo imparerebbe cosa significa il concetto di “Ragion di Stato” e lo trasferirebbe al proprio Paese. Magari comprendendo che certe cose, certi atteggiamenti della magistratura vanno mediati, nell’interesse nazionale.

Vi ricordate quando Pignatone diceva che purtroppo in Italia molti giudici che non riescono ad incarcerare un soggetto semplicemente lo sputtanano, gli buttano fango addosso, per distruggerlo? Appunto…

Sono anzi certo che Davigo negli States rischierebbe grosso ad usare gli stessi atteggiamenti e soprattutto gli stessi metodi italiani, alcuni dei quali sono stati considerati dall’ex decano della corte Suprema USA, il compianto Antonin Scalia (nostro oriundo) addirittura contrari ai principi della democrazia USA.

Domani si vota ed il voto italiano verrà osservato in tutto il mondo, anche negli USA, anche da Trump. Che piano piano sta creando le condizioni per eliminare molte delle corruttele che si sono incrostate nel sistema americano a seguito di governi interessati – assieme ai loro sodali internazionali – a non fare l’interesse del paese ma quello dei membri della casta sovranazionale e globalista che ne definisce da decenni gli indirizzi.

Domani alcuni membri di detta casta sovranazionale e globalista – che come negli USA è ben più attenta ad interessi particolari piuttosto che agli interessi nazionali – saranno sulle schede elettorali. Mi verrebbe da dire che gli italiani dovrebbero cercare di evitarli, che dite?

In attesa di temi migliori.

MD


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