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Tribunale Federale Svizzero aggiudica risarcimento di 88 milioni alla Germania (di Tanja Rancani)

 

 

Aiaiai che tegola! La Germania vince la causa contro la Confederazione, in una controversia che dura ormai da più di 10 anni. Partimao dall’inizio: nei primi anni 2000 la Germania, sotto forma degli uffici federali per gli affari speciali dell’unificazione tedesca, abbreviato BvS (Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben), querelò la Confederazione Elvetica per la restituzione di 88 milioni di Euro, svaniti nel nulla tramite dei conti correnti di una banca svizzera, l’istituto finanziario Julius Bär.

Questo denaro fu fatto fuori pochi mesi dopo la caduta del muro, che era avvenuta al 9 novembre 1989. Si tratta di valuta e provenienti di scambi-merci internazionali della ex DDR, che i dirigenti della SED (Partito di Unità Socialista della Germania dell’Est), avevano fatto sparire in fretta e furia. Pensavano forse  di poter ritornare al potere e recuperare quei soldi, oppure volevano soltanto portarseli a casa? Comunque la grigia eminenza socialista fece sparire tutti i soldi derivanti dal commercio e dallo scambio valutario, utilizzando la banca svizzera Cantrade, che in seguito nel 2005 fu acquisita dalla Julius Bär. Ora il tribunale elvetico ha finalmente deciso che i manager di quella banca sono venuti meno al più elementare obbligo di diligenza e che quindi la banca dovrà risarcire la Germania quel capitale detenuto  dal giugno 1990 ad oggi.

L’ente commerciale tedesco per le unificazioni (così il nome antecedente della BvS), ha richiesto un risarcimento di ben 100 milioni di Franchi Svizzeri più gli interessi, corrispondenti alla somma aggiornata di 88 milioni di Euro odierni. Dal tribunale Federale di Berna ora la sentenza torna al tribunale di Zurigo, che dovrà prenderne atto per la sentenza finale. Nel 2009 il tribunale di Zurigo aveva ritenuto che con il concordato di 106 milioni, che la banca aveva versato, il quesito sia risolto.

Nel giallo dei soldi svaniti nel nulla della DDR, che ricordiamolo sono denari ricavati dallo scambio di merci con i paesi occidentali, è coinvolta una donna d’affari austriaca, vicina al partito comunista d’Austria. Questa signora prima della caduta della cortina di ferro, lavorava come “Dama di compagnia” durante i viaggi d’affari nell’estero occidentale delle élite socialiste. Un dettaglio molto piccante e mi domando quanto ne sa la signora, se mai dovesse decidere di svuotare il sacco!

 

 


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