Economia
Transizione 5.0 : Urso annuncia 1,5 miliardi per le imprese, 200 milioni in più di quello previsto

Giorgia Meloni lo aveva fatto intendere in maniera informale a chi gli sta più vicino: la sua intenzione è andare avanti piu determinata e motivata che mai fino alla fine della legislatura. Altro che logoramento e rimpasti o addirittura dimissioni, come qualcuno a sinistra voleva far credere ( magari sperando come negli ultimi dieci anni nel solito ribaltone di Palazzo tanto caro alla sinistra italiana), la premier ha deciso di intervenire sulle situazioni piu imbarazzanti come quella del sottosegretario Andrea del Mastro o quella capo di gabinetto di Nordio, Giusy Bartolozzi, per finire con la ministra del Turismo Daniela Santanchè, per poi ripartire sull’azione di governo che avrà come focus, sicurezza ed economia.
Ed oggi sul versante economia ci sono due ottime notizie che testimoniano come il governo è nel pieno delle sue funzioni e tiene la barra dritta verso quelli che sono gli obiettivi stabiliti nel programma elettorale del centro destra. La prima gran bella notizia arriva dal Mimit, il cui titolare Adolfo Urso, nei giorni scorsi aveva fissato per oggi un tavolo con le associazioni di imprese, dopo il mezzo pasticcio dei fondi di Transizione 5.0 per gli esodati, che nell’ultimo decreto fiscale erano stati tagliati dal Mef.
Ebbene il tavolo a cui hanno partecipato oltre al padrone di caso Urso, il ministro per gli affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti e il viceministro del Mef Maurizio Leo, si è chiuso con un annuncio che ha forse sorpreso positivamente, per prime le imprese presenti all’incontro. Urso ha, infatti, annunciato non solo il reperimento del 1,3 miliardo previsto, ma ha anche comunicato che il governo metterà nella misura ulteriori 200 milioni di euro.
“Abbiamo convocato questa riunione sulla base delle decisioni assunte dal Consiglio dei ministri che, approvando il decreto fiscale, ha dato mandato al Mimit, in sintonia con gli altri dicasteri competenti, di organizzare questo tavolo con tutte le associazioni d’impresa per confrontarci sull’utilizzo delle risorse. In questi giorni abbiamo fatto il massimo sforzo possibile. Abbiamo lavorato in piena sintonia tra ministeri per offrirvi una ipotesi di lavoro che, oltre a confermare integralmente gli 1,3 miliardi in più alle imprese che hanno investito in digitalizzazione ed efficientamento energetico con Transizione 5.0, incrementa le risorse a loro disposizione di ulteriori 200 milioni, per un totale di 1,5 miliardi. Risorse che si aggiungono a quelle già a disposizione della misura, per un totale complessivo di oltre 4 miliardi di euro”.
E ha poi ricordato che con il decreto fiscale è stato anche rimosso il vincolo del made in Europe, «ampliando la platea dei prodotti incentivati e aumentato la dotazione della Nuova Transizione 5.0, di durata triennale e basata sull’iper ammortamento, di ulteriori 1,4 miliardi di euro, da 8,4 a 9,8 miliardi. Nel complesso Transizione 5.0, nella versione appena conclusa col credito d’imposta e in quella nuova con l’iper ammortamento, può contare su una dotazione di circa 14 miliardi». Le risorse per Transizione 5.0 arrivano «da un po’ di sacrifici», ha aggiunto Foti. Per Leo «arrivano dalle previsioni che avevamo fatto. Abbiamo risolto il problema».
“Non sorpresa ma apprezzamento oggi per il tavolo su Transizione 5.0 e, devo dire, anche per il ministro Urso per la difesa dell’industria”. ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, all’uscita dal ministero. nei giorni scorsi proprio Orsini era stato durissimo con il governo per la scelta di tagliare i fondi.
Orsini ha spiegato che gli 1,5 miliardi di fondi consentono di portare il credito d’imposta dal 35% del decreto di venerdì al 90% per gli investimenti del piano e al 100% sui pannelli fotovoltaici. “Non si poteva fare altro e questa era la via giusta perché io credo che gli imprenditori che si fidano delle istituzioni così si continuano a fidare”.
È stato un tavolo positivo – ha detto il presidente di Confesercenti Nico Gronchi -. Il governo ha messo sul tavolo nuove risorse che hanno portato al 100% la copertura complessiva di Transizione 5.0 e rilanciato sull’iperammortamento». «Il governo – ha dichiarato il segretario generale di Confcommercio Marco Barbieri – ha apprezzato e ha accolto la manifestazione esposta da tutte le imprese, ha rimesso al centro le imprese e le imprese possono godere di quanto effettivamente era stato loro promesso. Con questo incontro si ritorna per la prima volta a un confronto con la rappresentanza vera, imprenditoriale di questo Paese.

Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, durante l’assemblea pubblica 2025 dell’Unione Industriali di Torino, 17 ottobre 2025. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Il governo ha capito che non è opportuno convocare 50 o 60 organizzazioni, ma bisogna convocare quelle maggiormente rappresentative. In questo modo con il confronto le soluzioni si trovano». «Le misure inserite nel decreto – ha osservato il presidente di Legacoop Simone Gamberini – rappresentavano una modifica a partita in corso destinata a incidere su investimenti già effettuati e validati, lesiva del legittimo affidamento e della credibilità dello strumento. Le proposte presentate oggi dal governo vanno nella giusta direzione, ristabilendo il rapporto di fiducia e di certezza di cui le imprese hanno bisogno sempre e, in particolare, in un momento così complesso»
Sempre oggi poi una latra buona notizia sul fronte lavoro, con l’annuncio del rinnovo contrattuale per la scuola ( il terzo da quando il governo è in carica, un record) che porterà gli aumenti per il personale scolastico ad un aumento medio di 143 euro mensili, con il pagamento degli arretrati fino ad oltre 800 euro. “Il Governo continua a lavorare sull’aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima. ” ha scritto Giorgia Meloni sui social








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