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Tra i 25 e 34 anni il 47% degli italiani vive con i genitori. Siamo in fondo alla classifica. Colpa dei giovani o del sistema paese?

Interessante articolo con grafici allegati su qz.com (l’articolo è in inglese qui riportiamo grafici e breve resoconto).

Suppongo tutti ricordino le infelici uscite dei vari Martone, Padoa Schioppa e Fornero? I tre, fra l’altro mai eletto da nessuno, che, nell’ordine, apostrofarono i ragazzi italiani con: sfigati, bamboccioni e schizzinosi.

Queste affermazioni però, se analizzate superficialmente, sono difficilmente contrastabili:

a) “Se a 28 anni studi sei uno sfigato” – Come si può non essere d’accordo? Dalla scuola superiore si esce a 19 anni, come è possibile non laurearsi dopo 9 anni?

b) “Mandiamo fuori di casa i bamboccioni” – Anche quì.. come dissentire? Basta con i 30-35enni piantati nella casa dei genitori.

c) “Sul lavoro non dovete essere schizzinosi” – Verissimo, non abbiate paura di partire dal basso o svolgere lavori non strettamente legati al vostro percorso formativo.

Inoltre vedere grafici come questi ci fanno veramente pensare di essere diventati una razza inferiore.

share-of-young-people-aged-25-34-living-with-parents-latest-year_chartbuilder

fig.1 – percentuali di “ragazzi” tra i 25 ed i 34 che vivono con i loro genitori

change-in-the-share-of-young-people-aged-25-34-living-with-parents-five-year-change-latest_chartbuilder

fig.2 – variazione delle percentuali di cui alla fig.1 rispetto a 5 anni fa

Tuttavia le cose stanno in maniera leggermente diversa.

Quanti sono i ragazzi tra i 25 ed i 34 anni in Italia?

popolazioneITA-25-34

fig.3 – residenti ITA 25-34, fonte: istat

Eccoli qui, facciamo 7 milioni. Di questi, stando al grafico in fig.1,  il 46,6% vive con i genitori, pari a circa 3,25 milioni di individui.

Bene, analizziamo ora la forza lavoro, quanti occupati? Secondo l’Istat sono 4,3 milioni (nel 2010 erano 5,1 milioni).

Analizziamo ora il tasso di occupazione e disoccupazione, chi scrive è convinto che vadano sempre analizzati insieme perché i governi sui tassi di disoccupazione rubano un po’ escludendo long-term ed altre persone che magari nemmeno si iscrivono alle liste (che tanto il lavoro non te lo trovano).

Tasso di Occupazione: 61% (era al 66% nel 2010 e al 70% nel 2007, situazione migliore per i maschi del nord, peggiore per le donne del sud).

Tasso di Disoccupazione: 18% (era al 12% nel 2010)

Ci sarebbero quindi 4,3 milioni di occupati, 1,3 milioni di disoccupati ed 1,4 milioni di persone che non lavorano e non lo cercano (studenti fuori corso, casalinghe ecc).

A questo punto torniamo ai dati iniziali: il 47% circa dei residenti in età 25-34 vive con i genitori.

OVVIO se consideriamo disoccupati e non lavoratori siamo già quasi su quei livelli, senza dimenticare tutti i lavoratori magari single o non ancora sposati/conviventi che, magari ancora under 30, vivono in casa con i genitori.

I giovani stanno in famiglia perché spesso non hanno alternativa, sempre in meno hanno un lavoro e se ce lo hanno spesso è precario, malpagato e senza prospettiva di miglioramento.

Questi numeri, peraltro stabili nonostante l’aumento della disoccupazione, ci dicono solamente che l’Italia non è un paese per giovani, che oltre a trovarsi in difficoltà, per colpe che ben difficilmente possono essere imputate loro, vengono anche irrisi proprio da coloro che sono pagati profumatamente affinché la situazione migliori.

PS. stavo dimenticando Sakkomannis. Anche lui contro i giovani, anche lui mai eletto. I giovani italiani sono lo schiavo moderno: spaventato, disilluso, depresso, impotente di fronte agli eventi, svuotato dalle speranze. E non azzardatevi a chiedere di essere pagati se siete anche disposti a lavorare gratis!!

 

 

ANDREA LENCI

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