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Timori di recessione USA bastonano i mercati orientali (tranne la Thailandia)

 

 

 

Giornata molto pesante sulle borse orientali, soprattutto Tokio e Seul, ma con estensioni anche su Cina ed Hong Kong. Ha fatto eccezione … la Thailandia..

Iniziamo con Tokio, che ha segnato un meno tre per cento:

Questo è Seul con un altro pesante segno meno , -1,92

Male anche Shanghai, con il composite a -1,97% e Hong Kong, con -2,01%. La situazione è figlia dell’inversione dei tassi vista nella seduta di venerdì a New York, con i tassi a breve che sono stati superiori a quelli a 10 anni sui titoli di stato USA. Una posizione di questo genere è stata letta già negli USA come foriera di una possibile depressione e questo ha portato alla caduta di paesi che fanno dell’interscambio con Washington una parte importante della propria economia. Praticamente il calo che si era visto venerdì a New York si è eseso a livello mondiale addirittura ampliandosi.

Unica nota positiva la Thailandia dove la politica ha portato ad un+0,97%. Il partito appoggiato dalla giunta militare attualmente al potere ha vinto le prime elezioni libere, o quasi, dal 2014 e questo fa pensare ad un passaggio di potere dai militari ai civili in modo controllato e senza grandi scosse. Questo viene ad essere visto come un elemento positivo per l’economia.

Glu USA, volenti o nolenti, rimangono quindi uno dei principali elementi di spinta, o freno, economico a livello mondiale. Domani inizieranno i nuovi colloqui Cino americani sui commerci e dal loro andamento capiremo sia l’evoluzione prossima futura delle economie, se proseguirà o meno il processo di introflessione, e capiremo anche come andranno i mercati nel prossimo futuro.

 


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