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Theresa May sconfitta nel voto per la Brexit.

 

Come avevamo previsto Theresa May è stata sconfitta nel voto relativo al “Deal” l’accordo, per la Brexit. Una sconfitta prevista, ma forse non con questi margini, in cui oltre 100 deputati conservatori si sono  schierati contro di lei. Fine del Deal per la Brexit ed un colpo fortissimo al suo governo.

Come abbiamo scritto ieri però non è detto che questo segni la fine del governo May, o, in generale di un governo conservatore. La May ha affermato che, a questo punto, se comunque le sarà confermata la maggioranza in un prossimo voto di fiducia, con spirito costruttivo. Altri candidati conservatori si faranno avanti, eventualmente, per prenderne il posto. A parlare di cancellazione della brexit sono stati però solo il leader dei socialdemocratici, Sir Vince Cable, e Donald Tusk. Junckers si è limitato a chiedere al governo ingese di decidere una posizione.

La May ha provato con il “Project fear”ed ha provato anche con i Laburisti, ma nulla ha funzionato. L’accordo del resto è contestato anche all’esterno, con il primo ministro belga  che chiede che Belfast rimanga stabilmente nella UE, azione che sarebbe un’influenza illegittima negli affari interni del Regno Unito. La UE appare sempre più come un’entità non democratica che rifiuta la possibilità di essere abbandonata, al limite della guerra civile.

Torniamo alla pratica ora ci sono due eventi che sfideranno immediati per la May:

  • il voto di sfiducia dei Labour;
  • una mozione già votata che imponeva al governo di indicare una nuova strada entro tre giorni dal rifiuto del deal

Ed il secondo referendum? Sicuramente il no deal aiuta questa posizione, ma per ora ad appoggiarla apertamente sono ancora una minoranza nel Regno Unito e la sua applicazione richiederebbe un voto di maggioranza

 


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