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Obiettività: Minniti ha salvato l’Italia dall’invasione dei migranti, contro i voleri del suo stesso partito!

Arrivata nel porto di Trapani la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet, partita ieri sera da Lampedusa con a bordo 4 uomini della capitaneria di porto, 04 agosto 2017. La nave era stata sequestrata due giorni fa nella acque dell’isola delle Pelagie, per decreto del Gip di Trapani, su richiesta della procura.
ANSA/GIANFRANCO CRISCENTI

Sapete che su scenarieconomici.it cerchiamo di dire le cose come stanno. In questo caso non abbiamo remore nel promuovere il bravo ministro Minniti a salvatore della Patria nel caso migranti. Davvero. E aggiungo, sebbene si tratti di un ministro del PD… (infatti il partito renziano era ed è contro il capace Ministro degli Interni, ndr)
Un rotondo “Grazie” è il minimo che possiamo dirgli.

Sapevamo da tempo come detta invasione di disperati fosse frutto di un piano ben congegnato ordito oltre Gottardo, a cui abbiamo scoperto purtroppo si sono prestate eminenti figure politiche nazionali (ho detto Matteo?).
Ora che siamo all’alba di enormi scandali sul fronte Renzi – aspettate e mi direte, entro fine anno per stare largo – vediamo finalmente una rilevante figura politica nazionale, quella del Ministro degli Interni, emergere come probabile futuro leader di una coalizione politica trasversale che potrebbe davvero mettere gli interessi del paese al primo posto.
Quale è la discriminante per fare questo? Non essere eccessivamente ricattabili né corruttibili. Per vicende personali mi è capitato di bazzicare ambienti che pullulavano di figure straniere mandate in Italia a fare il lavoro sporco, quello di creare l’humus per impossessarsi degli attivi italiani: il metodo era sempre lo stesso, la prebenda, che fosse il posto di lavoro, la consulenza o il ruolo di professore in una università di Parigi, pagato a 6 zeri come si pagano i vari politici africani sovvenzionati per dilapidare la ricchezza del proprio paese, dicesi metodo coloniale. Quando il piano non riesce qualche volta si prova con le maniere forti, ad esempio come ad Ustica ma in tale caso il rischio è alto (di essere talmente ricattabili da restare bloccati per decenni, ndr).[un ex primo ministro italiano che insegna all’Università dei servizi segreti d’oltralpe non è un caso, …]

Oggi la cosa interessante – poco evidenziata dai media – è che Minniti abbia dovuto combattere aspramente contro il suo stesso partito per fermare i migranti, che da una parte alimentano una filiera di rapporti economici a quasi esclusivo vantaggio delle sinistre e dei suoi sodali (ho detto Alfaniani?) e dall’altra costituiscono una base elettorale prospettica molto importante in vista dei futuri appuntamenti politici nazionali.
Si sa, l’Italia copia sempre gli USA e questa volta il piano era davvero sovrapponibile a quanto accaduto negli States dove, nelle more di dare il voto agli immigrati (per farli votare Dem) c’è anche stata la morte del giudice della Corte Suprema più iconico degli ultimi 50 anni, quell’Antonin Scalia poco incline al compromesso politico trapassato in circostanze mai ben chiarite in un resort di caccia di proprietà di un eminente rappresentante del partito Dem USA.

Quali sono le prospettive per Minniti Presidente del Consiglio? Per uno che guarda i fatti sarebbe un sogno. Nelle more – finalmente – di un tentativo trasversale del Paese di fare argine al disegno EU di annientare il miglior alleato USA non anglosassone in EUropa, evitando però allo stesso tempo un tragico governo tecnico stile Mario Monti. Ora spero avrete capito il vero motivo degli attacchi di Renzi a Minniti delle scorse settimane (via sodale Del Rio…)

Inevitabilmente il prossimo governo dovrà anche affrontare l’aspetto economico ed in tale caso sarà necessaria freddezza e raziocinio per uscire della peggiore stagnazione italiana dal post prima guerra mondiale.
Riteniamo che prima di tutto si debba fermare la spirale deflattiva che da anni attanaglia l’Italia evitando nuove tasse che la stanno strangolando. Anzi le tasse vanno ridotte tour court.
Chiaramente questo approccio va contro i principi EU, indiscutibile. Resta dunque la declinazione della scelta da farsi: o morire strangolati dal debito stile Grecia, magari raccattando nel mentre qualche prebenda come politico corrotto, o cambiare il paradigma dicendo chiaramente quanto ormai è sotto gli occhi di tutti, questa EU è ad esclusivo vantaggio tedesco e va riformata alla radice (apposta, non diciamo i dettagli del piano; ricordate solo che ancora oggi circa la metà del debito statale italiano è contratta in lire).
Con Obama alla Casa Bianca opporsi all’EU tedesca sarebbe stata una missione suicida, vedasi la principale fonte di reddito dell’ex presidente USA oggi proveniente dalla Germania (i suoi libri autobiografici); con Trump le cose sono totalmente diverse.

MD

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