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Finanza

Tether come una Banca Centrale: acquista 1 miliardo di dollari d’oro al mese e lo nasconde in un bunker svizzero

Tether compra 2 tonnellate d’oro a settimana: tesoro da $24 Miliardi in un bunker svizzero. Opportunità o rischio.

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Mentre il mondo della finanza tradizionale si perde in chiacchiere sui tassi d’interesse, nel silenzio delle Alpi svizzere sta accadendo qualcosa di enorme. Tether non è più solo una crypto-azienda: con 140 tonnellate d’oro fisico, ora gioca nel campionato delle nazioni sovrane.

Tether, l’emittente della stablecoin più diffusa al mondo (USDT), ha deciso di diversificare in modo aggressivo, e lo sta facendo con efficienza aziendalistica e in modo diretto,  ma con la potenza di fuoco di una Banca Centrale di medie dimensioni.

Secondo quanto riportato da Bloomberg e confermato dal CEO Paolo Ardoino, la società sta acquistando oro fisico al ritmo impressionante di due tonnellate a settimana. A questi prezzi sopra i 5000 dollari all’oncia, anche dopo il recente riaggiustamento, significa che Tether sta convertendo in metallo giallo circa 1 miliardo di dollari al mese.

Prezzo ell’oro, da Tradingeconomics

Un tesoro da “James Bond”

Dove metti 140 tonnellate d’oro, per un valore stimato di 24 miliardi di dollari? Non certo in una cassetta di sicurezza di una banca commerciale, di cui — evidentemente — ci si fida sempre meno.

Il metallo viene consegnato e stoccato in un ex bunker nucleare tra le montagne svizzere. Lo stesso Ardoino, con una punta di ironia che non guasta, ha descritto la location come “un posto alla James Bond”. La scelta non è solo scenografica, ma strategica: in un mondo dove la fiducia nei sistemi monetari “fiat” scricchiola, il possesso fisico, tangibile e inattaccabile del sottostante diventa l’unica vera garanzia.

I numeri della sfida al “Paper Gold”

Per capire la portata di questa operazione, basti guardare i numeri. Tether oggi possiede più oro di nazioni come:

  • Grecia
  • Qatar
  • Australia

Nel solo ultimo trimestre del 2025, la società ha aggiunto 27 tonnellate alle sue riserve. Una parte di questo oro (la maggioranza) serve come riserva per gli utili trattenuti dalla società, mentre un’altra parte sostiene Tether Gold (XAUT), la stablecoin legata all’oro che capitalizza 2,7 miliardi di dollari.

Qui entra in gioco la stoccata al sistema finanziario tradizionale. Björn Schmidtke, CEO di Aurelion (la tesoreria oro di Tether), ha sottolineato una verità scomoda: il 98% degli investimenti in oro avviene tramite ETF o strumenti finanziari, ovvero il cosiddetto “Paper Gold”, oro di carta. Gli investitori in ETF non sanno quale lingotto possiedono, né se quel lingotto esista davvero in esclusiva per loro. In caso di crisi sistemica e corsa ai riscatti, la struttura dell’oro cartaceo potrebbe collassare. La tokenizzazione dell’oro fisico, al contrario, offre la prova di proprietà e rimuove i colli di bottiglia della consegna fisica.

L’impatto sui prezzi e la geopolitica

Non è un mistero che l’oro abbia fatto un balzo del 90% negli ultimi 12 mesi. Chi spinge i prezzi?

  1. Le Banche Centrali: Polonia, Kazakistan, Brasile e i paesi BRICS (eccetto una Russia costretta a vendere per finanziare la guerra) stanno accumulando ferocemente.
  2. Tether: Secondo gli analisti di Jefferies, gli acquisti massicci della società crypto sono stati un driver fondamentale del rialzo.

Ardoino suggerisce che questa corsa all’oro sia anche una preparazione al lancio di valute tokenizzate da parte di stati esteri per competere con il dollaro USA. Siamo di fronte a una ridefinizione degli assetti monetari globali, dove il digitale incontra il bene rifugio per eccellenza per bypassare il sistema SWIFT e il controllo del dollaro.

Un rischio da non sottovalutare

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica (o che viene tokenizzato). Se da un lato investire così massicciamente in oro conferisce una robustezza notevole al bilancio di Tether, proteggendolo dall’inflazione del dollaro, e mostra lo sviluppo dell’oro come strumento d’investimento, dall’altro introduce un elemento di rischio. Se questa esposizione dovesse crescere ulteriormente senza essere controbilanciata dall’emissione di XAUD, c’è il rischio che questo metallo prezioso si converta in un asset aziendale, non in un deposito di garanzia. Questo legherebbe gli utili di Tether alle quotazioni dell’oro, e la volatilità dell’oro è ormai notevole.

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