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La testa di cavallo BCE sull’uscio di Tsipras

 

La BCE ieri ha messo una testa di cavallo sull’uscio di Tsipras. La metafora col più classico degli avvertimenti mafiosi non è esagerata, visto che di “avvertimento”, messaggio, ricatto o colpo alla porta greca parlano oggi tutti i commentatori economici.

Durante la riunione di ieri la BCE ha infatti deciso a sorpresa di tagliare con effetto immediato i liquidi alle banche greche. Da un punto di vista tecnico con la sua mossa-ricatto la BCE ha posto fine al waiver concesso alle banche greche che permetteva loro di rifinanziarsi mettendo a garanzia i titoli di stato greci, che normalmente hanno rating insufficiente per servire da collaterale.

Le banche greche potranno in teoria ottenere ancora liquidità dalla BCE ma solo in cambio di collaterali diversi, che ovviamente non sono nelle loro disponibilità. Rimane l’accesso all’ELA, Emergency Liquidity Assistance, finanziato dalla Banca Centrale greca a proprio rischio e spese, ma a dispetto delle dichiarazioni rassicuranti di Varoufakis l’ELA potrebbe non essere sufficiente, oltre che soggetto a vincoli stringenti e passibile di divieto a sua volta da parte della BCE. Il default delle banche greche è ora una possibilità concreta. La Borsa greca scende a picco, i titoli bancari sono in crollo, lo spread dei titoli di stato sale a razzo verso quota mille.

Varoufakis-Voldemort

Varoufakis: non apprezzo le umiliazioni …

Le ragioni di questa dura decisione, presa molto male da Varoufakis che parla di “umiliazione” da parte della Germania, sono formalmente tecniche: la BCE (la Germania) considera che “è impossibile al momento prevedere che il piano di salvataggio della Grecia abbia successo”, e si dice “insoddisfatta dello stato delle relazioni tra Grecia e Troika”. Secondo indiscrezioni riportate da Handesblatt due giorni fa la BCE vorrebbe addirittura uscire insieme al FMI dalla commissione della Troika che si occupa della Grecia, lasciando sola la Commissione Europea. Voci che si fanno più insistenti di ora in ora e che sottrarrebbero la BCE a quel minimo simulacro di controllo politico assicurato dalla Commissione.

Ora, nessuno di normale intelligenza in Europa puo’ credere che questa decisione, presa come al solito con discrezionalità piena e totale dalla BCE, sia puramente tecnica. Nella sintesi efficace di un economista: “But don’t believe for a minute that this is a technocratic thing to do with “the ECB having to follow its rules”  … Non credete per un solo istante che questa è una cosa tecnocratica che ha a che fare con “la BCE deve seguire le proprie regole”.

Diciamolo senza giri di parole: la mossa della BCE è sostanzialmente politica e vuole obbligare Tsipras a rinunciare alle sue richieste di allentamento dell’austerità e al suo programma economico e sociale. La BCE si rivela sempre più un organismo sottratto al controllo democratico, manovrato dalla Germania per attuare la sua agenda politica di egemonia. Ancora più chiaramente: piaccia o non piaccia, nell’eurozona le democrazie rappresentative non esistono più. Le politiche nazionali non sono controllate dai rappresentanti eletti dal popolo, bensì dalle oligarchie politico-finanziarie tedesche.

Il tutto avviene all’indomani del tour europeo di Varoufakis e Tsipras. Il messaggio tedesco è chiaro: se date seguito alle promesse elettorali e deviate dall’austerità e dal piano di rigore fissato dalla Troika noi vi facciamo fallire. E se c’erano dubbi ci ha pensato Schäuble a dissiparli nel suo incontro con Varoufakis di oggi. Un messaggio tedesco rivolto tutti i partner dell’eurozona, dopo le speranze suscitate dalla vittoria elettorale di Tsipras: abbandonate ogni speranza o voi ch’entrate in EuroZona: qui si fa come decido io. E’ un déjà vu della banca centrale europea: la leva finanziaria usata dai tedeschi per rimettere in riga le nazioni non allineate.

Una leva che è alla fine il piede di porco delle oligarchie finanziarie per scardinare le ultime resistenze dei popoli europei e cancellare ogni residuo di sovranità nazionale insieme a costituzioni post-belliche, welfare e protezione dei diritti dei lavoratori. La Pax Mercatoria regnerà sul continente.

PS: non è la prima volta della BCE: oltre alle minacce a Cipro del marzo 2013 ricordiamo la lettera segreta di Trichet al governo irlandese del novembre 2010 rivelata dall’Irish Times che impiegava lo stesso ricatto di oggi: tagliamo i fondi dell’ELA alle banche irlandesi se il vostro governo non si piega alle nostre richieste. Richieste BCE che sono sempre le solite: austerità, riforme ordoliberiste, bailout statale con sorveglianza della Trojka e “ricapitalizzazione delle banche” = nazionalizzazione dei loro debiti. Con il debito pubblico irlandese salito dal 25% del 2008 al 123% del 2014.

Un cravattaro per Tsipras

Un cravattaro per Tsipras

 

PPS: in questa storia il governo italiano cosa fa, dopo tanti proclami anti-austerità e di solidarietà con la Grecia? Renzi scarica Tsipras e si schiera con la Germania … Il dono di Renzi a Tsipras lo illustra molto bene: una cravatta. Il popolo greco deve sottomettersi ai cravattari di Francoforte. E ringraziare pure, magari. Del resto Draghi è un “piccolo grande italiano” che salva l’Europa e la Grecia, come ha scritto giuliva Laura Puppato una settimana fa

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