EuropaGermaniaPolitica
Crolla la diga anti-AfD. A Magdeburgo passano con i voti segreti del centrodestra della CDU
A Magdeburgo l’AfD elegge Tobias Rausch alla presidenza del Landtag con quattro voti in più del previsto: franchi tiratori nella CDU affondano la “Brandmauer” e aprono una crisi senza precedenti per Berlino.

Il cordone sanitario tedesco ha ceduto di schianto a Magdeburgo. Per la prima volta nella storia della Repubblica Federale, un esponente di Alternative für Deutschland (AfD), il trentacinquenne Tobias Rausch, assume la presidenza di un parlamento regionale. Però il dato politico che toglie il sonno a Berlino non è solo la carica conquistata, bensì i numeri: Rausch ha incassato 48 voti, quattro in più rispetto alla somma teorica dei seggi di AfD e dell’alleanza di Sahra Wagenknecht (BSW).
Quattro voti fantasma arrivati direttamente dai banchi che avevano giurato fedeltà alla diga contro la destra. Tutti gli indizi puntano sulla CDU locale, dove la tanto sbandierata Brandmauer (il muro antifascista) si è dissolta nel segreto dell’urna, lasciando il partito cristiano-democratico nel caos.
Mein Kollege Tobias Rausch fand in seiner ersten Rede als Landtagspräsident von Sachsen-Anhalt genau die richtigen Worte.
„Mein Versprechen lautet: Für jeden werden dieselben Regeln gelten. Für die größte Fraktion genauso wie für die kleinste. Für die Regierung genauso wie für…
— Rüdiger Lucassen, MdB (@MdB_Lucassen) October 6, 2026
La spaccatura non è una schermaglia di corridoio, ma certifica una dinamica parlamentare inedita:
- La conta dei seggi: AfD conta su 39 deputati, il BSW su 5. I voti previsti erano 44. L’esito ha registrato 48 a favore, 29 contrari e 5 astenuti.
- I franchi tiratori: Almeno quattro parlamentari tra CDU, SPD, Verdi o Linke hanno votato per l’AfD, violando le indicazioni ufficiali dei vertici.
- Le trattative sottobanco: La co-leader federale di AfD, Alice Weidel, ha confermato contatti riservati con esponenti della CDU per definire una spartizione concordata delle cariche istituzionali.
| Schieramento | Seggi dichiarati a favore | Voti effettivi a Rausch | Scostamento |
| AfD + BSW | 44 | 48 | +4 |
| Altri (CDU, SPD, Verdi, Linke) | 0 | – | 4 franchi tiratori |
La maggioranza nel Landtag si raggiunge con 42 voti, quindi 48 permetterebbero una maggioranza di governo relativamente solida, anche per il metro tedesco.
Questo passaggio scardina la liturgia politica tedesca e apre scenari economici densi di incognite. La Sassonia-Anhalt è uno snodo manifatturiero e chimico strategico, già duramente provato dai rincari energetici, dalla deindustrializzazione e dalle rigidità della transizione verde.
Se a dicembre il capogruppo di AfD Ulrich Siegmund dovesse tentare la scalata alla guida del governo regionale, gli mancherebbero appena tre voti per la maggioranza assoluta. Una prospettiva che muterebbe radicalmente l’allocazione della spesa pubblica locale: meno sussidi a pioggia per programmi ecologici astratti e più risorse orientate a sgravi fiscali e sostegno alla competitività territoriale.
La base della CDU dell’Est lancia un messaggio inequivocabile al segretario federale Friedrich Merz: i diktat ideologici non reggono davanti al declino economico e al malcontento delle imprese. A Magdeburgo non è caduta solo una consuetudine istituzionale, ma il modello centrista di spartizione del potere. Nella CDU sicuramente ci sono politici che aspirano alla prosecuzione del proprio ruolo e potere anche in accordo con AfD, con cui le divisioni sono, più che ideologiche, di direzione politica europea.







You must be logged in to post a comment Login