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Terremoto a Berlino: arrestato per spionaggio l’ex capo dei servizi segreti tedeschi August Hanning
Clamoroso arresto a Berlino: l’ex capo dell’intelligence estera August Hanning finisce in manette con l’accusa di alto tradimento e spionaggio. Per oltre dodici anni avrebbe incassato dossier riservati della Cancelleria vendendoli a servizi esteri e privati.

L’apparato di sicurezza della Repubblica Federale di Germania è precipitato nel suo peggior incubo repubblicano. La mattina del 6 ottobre 2026, la polizia criminale federale (BKA) ha arrestato con l’accusa infamante di spionaggio e tentato alto tradimento August Hanning, storico presidente del BND (il servizio segreto estero) e già sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno.
Assieme a lui è finito in manette il suo storico braccio destro, Manfred D., anch’egli figura apicale dell’intelligence tedesca. Perquisizioni a tappeto hanno investito proprietà a Berlino, in Baviera e nel Nord Reno-Westfalia, scoperchiando una rete clandestina che per oltre un decennio avrebbe drenato i segreti più sensibili del Paese direttamente dal tavolo del Cancelliere federale.
Il patto criminale all’ombra della Cancelleria
Secondo il mandato di cattura spiccato dal Procuratore Generale federale (Generalbundesanwalt) presso la Corte di Giustizia di Karlsruhe, l’accordo tra i due risalirebbe alla primavera del 2010. Hanning aveva appena dismesso i panni istituzionali per reinventarsi consulente privato e lobbista della sicurezza.
Manfred D., che era stato capo di gabinetto di Hanning e ha continuato a ricoprire ruoli di vertice per diversi presidenti successivi del BND fino a tempi recentissimi, ha sfruttato il proprio nulla osta di sicurezza per accedere indisturbato a una mole spaventosa di documenti classificati.
BREAKING: Germany has arrested former BND chief August Hanning in a major suspected espionage and treason case involving highly classified intelligence on Iran’s nuclear programme and the Russian military.
According to investigations by WDR, NDR and Süddeutsche Zeitung, the… pic.twitter.com/RmD0fSlOhq
— GeoInsider (@InsiderGeo) October 6, 2026
I numeri dell’inchiesta delineano un saccheggio sistematico:
- Quasi 2.000 dossier riservati sottratti e consegnati a Hanning tra il 2010 e il giugno 2022.
- Accesso diretto ai briefing della Cancelleria, ovvero i rapporti confidenziali periodici scambiati tra i vertici dei ministeri federali, i servizi di sicurezza e il Cancelliere.
- Flussi continuativi di denaro versati da Hanning al suo complice come compenso per il rifornimento di materiale di Stato.
Per chi spiava Hanning? Il labirinto dei clienti esteri
La domanda che scuote le cancellerie occidentali è immediata: a chi erano destinati questi segreti? La Procura Federale contesta a Hanning l’uso delle informazioni per fini di lucro personale attraverso le sue società di consulenza strategica, ma il quadro va ben oltre il traffico d’influenza privato.
Gli inquirenti accusano formalmente Hanning di aver redatto almeno un’analisi strategica di sicurezza commissionata direttamente da un funzionario di un servizio segreto estero, basandosi proprio sui documenti trafugati dal BND. Inoltre, l’ex numero uno dell’intelligence avrebbe fornito per anni informazioni riservate a un membro di un apparato d’intelligence di un altro Stato.
Se in passato erano circolate voci di presunti contatti con Mosca — sempre smentite con sdegno da Hanning —, le fonti investigative di WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung precisano che il fascicolo attuale non sembra puntare sulla Russia. Emerge piuttosto una nebulosa internazionale legata a entità statali estere e ad agenzie private con cui l’ex zar della sicurezza intratteneva lucrosi rapporti operativi.
La miccia del caso Block: dai rapimenti ai segreti di Stato
Il retroscena più beffardo risiede nelle modalità con cui la Procura è risalita al vertice dei servizi. Non è stato un sofisticato controspionaggio interno a scoprire la falla, ma una perquisizione casuale avvenuta nel settembre 2025.
Il blitz rientrava nell’indagine penale contro Christina Block, la cinquantatreenne ereditiera della catena di steakhouse Block House, finita sotto processo ad Amburgo per aver ingaggiato specialisti di una società di sicurezza israeliana per rapire i suoi due figli in Danimarca durante una feroce lite per l’affidamento.
Hanning, consulente di fiducia della famiglia e coinvolto marginalmente nell’intricata vicenda familiare, aveva subito il sequestro di dispositivi informatici. È analizzando quelle memorie che gli agenti del BKA hanno trovato file recentissimi e ad altissima classifica di segretezza appartenenti al BND. Da lì sono scattate le intercettazioni telefoniche e il pedinamento dell’ex capo delle spie.
Una disfatta istituzionale senza precedenti
Quanto è grave la vicenda? Non esistono precedenti comparabili nella storia della Germania del dopoguerra. Nemmeno durante i celebri scandali della Guerra Fredda, come il caso Guillaume che portò alle dimissioni di Willy Brandt, si era mai visto un ex presidente del servizio segreto estero finire in cella per aver venduto i segreti della Repubblica.
Per dodici anni, mentre la Germania impartiva lezioni di trasparenza all’Europa, il capo di gabinetto del servizio segreto ha fotocopiato l’archivio strategico del Paese per venderlo al suo vecchio superiore, senza che nessun protocollo interno di sicurezza battesse ciglio. Sarà interessante seguire le evoluzioni della vicenda, ma la lezione che se ne trae è che spesso proprio il cuore di certe istituzioni è marcio.







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