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Team coreano afferma di poter triplicare l’efficienza dell’estrazione del litio

Nuova scoperta coreana permetterà di triplicare la resa dell’estrazione del litio dalla salamoia. Un grosso passo avanti

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Ossido di litio
Ossido di litio

Il Korea Institute of Fusion Energy (KFE) ha svelato la sua ultima scoperta presentando uno studio che ha permesso di triplicare l’efficienza di estrazione del litio rispetto ai metodi convenzionali. Si tratterebbe di un’innovazione in grado di rivoluzionare completamente il settore del metallo raro. 

Il team è riuscito in questa impresa grazie all’applicazione innovativa della tecnologia al plasma a microonde in combinazione con l’anidride carbonica. Secondo il team, le implicazioni di questo sviluppo sono profonde e promettono di affrontare le sfide critiche dell’approvvigionamento di litio per settori in crescita come i veicoli elettrici e lo stoccaggio di energia rinnovabile.

Poiché la domanda di litio continua ad aumentare, alimentata dall’accelerazione della transizione verso soluzioni energetiche sostenibili, questo nuovo approccio è molto promettente per soddisfare le esigenze in evoluzione di un futuro più verde, secondo il team del KFE.

I due metodi attuali di estrazione non sono soddisfacenti

Nella ricerca di un’estrazione efficiente del litio, due metodi principali hanno a lungo dominato il panorama, ognuno con le sue sfide. L’approccio convenzionale prevede la miscelazione di carbonato di sodio (Na2CO3) con acqua salata ricca di litio, ottenendo carbonato di litio (Li2CO3) attraverso un processo complesso. Tuttavia, emerge un notevole inconveniente: il carbonato di litio si aggroviglia alle impurità del sodio, rendendo necessarie ulteriori fasi di separazione.

Un metodo alternativo, che impiega anidride carbonica al posto del carbonato di sodio, offre una potenziale soluzione. Tuttavia, questo metodo incontra un ostacolo: bassi tassi di estrazione nella soluzione salina che, normalmente, è la base dell’estrazione del litio, dove il sale di litio forma un legame con il cloro. Questo rappresenta un ostacolo significativo che richiede ulteriori ricerche per essere superato.

Gli sforzi per perfezionare i processi di estrazione del litio sono in corso, spinti dall’urgente necessità di soddisfare la crescente domanda da parte di settori come i veicoli elettrici e lo stoccaggio di energia rinnovabile. Secondo i ricercatori del KFE, se gli scienziati approfondiranno queste sfide, le scoperte saranno la chiave per sbloccare un futuro più sostenibile alimentato dalla tecnologia degli ioni di litio.

Risultati promettenti

Il team ha sfruttato la potenza della tecnologia al plasma a microonde dell’anidride carbonica per migliorare notevolmente i tassi di estrazione del litio. Questo approccio prevede la ionizzazione dell’anidride carbonica in uno stato di plasma, segnando un progresso fondamentale nella ricerca di metodi di estrazione più efficienti. Questo migliora l’estrazione dalla salamoia.

I ricercatori della KFE hanno intrapreso una serie di esperimenti per confrontare l’efficacia dell’estrazione del litio al plasma di anidride carbonica con i metodi tradizionali. Utilizzando una salamoia simulata come terreno di prova, i loro risultati hanno rivelato uno sbalorditivo aumento di tre volte dei tassi di estrazione quando si utilizza la tecnologia al plasma.

Secondo il team, i risultati sono molto incoraggianti: le iniezioni dirette di anidride carbonica hanno prodotto un modesto tasso di estrazione del 10,3%, mentre l’introduzione del plasma di anidride carbonica ha spinto il tasso di estrazione a un impressionante 27,87%. Questo segna un cambiamento paradigmatico nelle metodologie di estrazione del litio, offrendo uno sguardo al vasto potenziale della tecnologia al plasma nell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse.

Il team della KFE sostiene che la ricerca rappresenta una svolta nel settore, dimostrando per la prima volta i benefici tangibili dell’integrazione della tecnologia al plasma nel processo di estrazione del litio. “È stato possibile confermare gli effetti del calore e degli ioni, degli elettroni, dei radicali, ecc. generati dalla formazione del plasma di anidride carbonica sui tassi di estrazione del litio”, ha dichiarato in un comunicato il Dr. Jong Keun Yang del KFE e primo autore della ricerca.

I ricercatori sperano che i processi di estrazione del litio basati sul plasma offrano una nuova strada per l’avanzamento della tecnologia in grado di estrarre in modo efficiente il litio dall’acqua di mare, anche con concentrazioni di litio inferiori. Il litio ottenuto dall’acqua di mare è una componente cruciale per la generazione di energia da fusione e continueremo a condurre ricerche sia per lo sviluppo dell’energia da fusione che per l’acquisizione di combustibile da fusione”, ha dichiarato Suk Jae Yoo, presidente della KFE, in un comunicato. Questo riuscirebbe anche ad evitare che ambienti fragili, come quelli dei laghi salati andini, vengano sfruttati eccessivamente per l’estrazione del litio.


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