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Trump: “L’EU si lamenta dei dazi sull’acciaio, quando toglieranno i loro sui prodotti USA anche noi faremo lo stesso”. Novanta minuti di applausi…

Oggi tra le righe il Corriere della Sera, ben sapendo che può essere pericoloso mistificare o anche solo tacere la voce degli USA, sui dazi sull’acciaio contro l’EU – a seguire quelli sulle auto europee – scrive le cose come stanno davvero:

«L’Unione europea, Paesi meravigliosi che trattano gli Usa molto male sul commercio, si stanno lamentando delle tariffe su acciaio e alluminio. Se lasciano cadere le loro orribili barriere e tariffe su prodotti Usa in entrata, anche noi lasceremo cadere le nostre. Grande deficit. Altrimenti tassiamo le auto, etc. Giusto!»

Appunto, dazi di reciprocità, irreprensibili.

Il problema è che, iniziando con l’acciaio, a seguire sulle auto, poi i prodotti chimici, gli additivi alimentari ecc ecc. si scopre che l’EU è uno dei paesi più protezionisti del mondo. Le cose devono cambiare, è chiaro.

Mi domando, cosa succederebbe se il file Airbus dovesse planare sulla scrivania del Presidente Trump: Airbus si sostiene solo grazie a sovvenzioni statali EUropee, certamente le industrie nord americane soffrono di tale indebita concorrenza, che dite? E se gli USA mettessero il veto all’entrata del proprio mercato ad aziende sovvenzionate dallo Stato? Beh, Airbus sarebbe morta…

Gli USA aborriscono di norma gli aiuti di Stato alle aziende private. Di norma, fino ad Obama ciò era certamente vero poi ci fu una grandissima eccezione: le auto elettriche di Tesla, sovvenzionate pesantemente dallo Stato USA. Certo, altrimenti le auto elettriche, in prospettiva la più grande truffa dell’umanità, sarebbero destinate al fallimento, da qualsiasi parte le si guardi (non riducono l’inquinamento, non riducono il riscaldamento globale, non sono economicamente sostenibili, andranno sostituite in 25 anni con le auto a celle a combustibile eppure Francia e Germania, nascose dietro al paravento delle leggi EU, vogliono imporle ai consumatori europei, per loro diretto e particolare vantaggio.

Ora gli USA sono in Response Mode, non stanno con le mani in mano. E facendo questo hanno inviato Steve Bannon proprio in Italia per “aiutare” a forgiare un governo affine alle visioni oggi dominanti a Washington, ossia ostili a Berlino ed anche a Parigi. Non ci credete? Leggete cosa scrive oggi La Stampa, di solito informatissima in materia USA (ma questa volta arrivano in forte ritardo):

Restiamo collegati, stay tuned, siamo solo all’inizio. Per inciso, i dazi USA NON verranno tolti ed anzi verranno moltiplicati a danno non tanto dell’EU ma specificatamente della Germania, un paese che ha un avanzo commerciale pro capite da 10 a 20 maggiore di quello cinese (grazie ai paesi come l’Italia, che contribuiscono a tenere l’euro basso a vantaggio tedesco – ottenendo in cambio dura austerità -; se però tali paesi eurodeboli dovessero uscire dalla moneta unica…).

Con la nuova guardia alla Fed in via di nomina state certi che anche a livello monetario cambieranno pesantemente.

MD


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