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Svezia: alla fine perfino il governo socialdemocratico mette un freno alla creazione di ghetti per immigrati

 

Il ministro svedese per le migrazioni Anders Ygeman ha suggerito che la Svezia dovrebbe seguire l’esempio della Danimarca, cercando di porre un limite alla popolazione di immigrati non nordici che vivono in aree problematiche. Un eufemismo per affermare che bisogna smetterla di permettere agli immigrati di creare ghetti fuori controllo

In un’intervista rilasciata al quotidiano Dagens Nyheter (DN), Ygeman ha riconosciuto che i ghetti in cui gli immigrati si sono riuniti con un apparente scarso desiderio di integrarsi hanno causato enormi problemi. La sua soluzione è quella di attuare una politica simile a quella della Danimarca, che ha iniziato a demolire parti dei ghetti di immigrati e a trasferire le persone altrove nel tentativo di porre fine alle “società parallele” che generano criminalità e separazione sociale.

Secondo la nuova politica proposta, almeno il 50% dei residenti di ogni area dovrebbe essere svedese o proveniente da Danimarca, Islanda, Finlandia o Norvegia.

“Penso che sia negativo avere aree in cui la maggioranza è di origine non nordica”, ha dichiarato Ygeman a DN. “Se si vuole imparare lo svedese, bisogna esercitarsi. Se si vive in un’area in cui si riesce a cavarsela con la lingua del proprio Paese d’origine, diventa enormemente più difficile imparare e sviluppare la lingua”, ha aggiunto.

“Se, inoltre, si ha un lavoro in cui ci si può arrangiare con la lingua del proprio Paese, dove potrà imparare usandolo lo svedese? In questo contesto, penso che avere questo tipo di obiettivo possa dire qualcosa di importante”, ha spiegato Ygeman.

Il governo danese sta attualmente attuando una politica che prevede che le aree abbiano una popolazione composta da non più del 30% di persone di origine non occidentale.

La Svezia ha notoriamente affrontato enormi problemi di integrazione dell’enorme numero di migranti che ha permesso di entrare nel Paese negli ultimi tre decenni. Come abbiamo riportato in precedenza, dopo essere stato uno dei Paesi più sicuri d’Europa 20 anni fa prima dell’immigrazione incontrollata di massa, la Svezia è ora il secondo Paese più pericoloso del continente in termini di crimini con armi da fuoco, dietro solo alla Croazia.

L’anno scorso le sparatorie in Svezia hanno raggiunto un livello record, poiché le autorità si sono scoperte completamente impreparate all’affrontare il crimine organizzato perpetrato da gang di immigrati sempre più aggressive.

Sono stati commessi 46 omicidi in 335 sparatorie in tutto il Paese, la maggior parte delle quali si è verificata nei punti caldi per gli immigrati di Malmö, Göteborg e Stoccolma.


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